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La nuova frontiera delle coltivazioni: Consorzio protagonista ad Expo

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Nella foto, le nuove tecnologie Pomì e la conferenza ad Expo

MILANO – Alla presenza di Paola De Micheli, Sottosegretario Ministero Economia e Finanze, il Consorzio Casalasco del Pomodoro ha presentato lunedì mattina ad Expo, padiglione Coldiretti, un nuovo progetto altamente innovativo per la coltivazione del pomodoro con l’utilizzo in campo della linea di sensori Smart Smiley creata da Team, il raggruppamento di imprese composto da Studio di Ingegneria Terradat, Appleby Italiana, Casella Macchine Agricole.

Da sempre pioniere nel settore dell’agricoltura di precisione e nell’impiego di tecniche agricole sostenibili, il CCdP ha adottato un sistema che rappresenta un’importante evoluzione rispetto alle tecniche di mappatura del campo attraverso i droni, si avvale dell’utilizzo del sensore di prossimità multiparametrico MECS-CROP (Micro Environment and Canopy Sensor, versione CROP) installato sul trattore. MECS-CROP, insieme a MECS-VINE (il suo omologo dedicato al vigneto) sono i due sensori della linea Smart Smiley progettati, sviluppati e brevettati per produrre mappe di vigore con livello di significatività e di dettaglio addirittura superiore a quanto precedentemente possibile attraverso i droni. Il Consorzio Casalasco del Pomodoro si conferma realtà all’avanguardia testando i sensori nelle fasi di concimazione e irrigazione, dotandosi di un sistema di ultima generazione che rappresenta una nuova frontiera nell’ambito dell’agricoltura di precisione e una soluzione concreta e immediata per l’agricoltore con l’obiettivo di aumentare le rese, migliorare la qualità del prodotto e coltivare il pomodoro in modo più efficiente e sostenibile. I sensori leggono direttamente lo sviluppo vegetativo della pianta del pomodoro e permettono all’agricoltore sia di costruire direttamente e senza bisogno di intermediari mappe tematiche molto precise, sia di utilizzare direttamente il dato rilevato dal sensore quale input della macchina operatrice, che si adegua quindi in tempo reale al fabbisogno puntuale della coltura distribuendo l’esatta quantità di acqua e di elementi nutritivi.

Questo sistema permette di rendere autonomo l’operatore, ottimizzare i costi, decisamente inferiori rispetto alla tecnica di mappatura da drone, e di conseguire una importante riduzione degli sprechi e dell’impatto ambientale. Casalasco, verificati i risultati di questa prima fase di sperimentazione, nei prossimi anni prevede di applicare il sistema su larga scala, nella maggior parte delle aziende agricole associate fino a coprire interamente il territorio di competenza. “Questo progetto altamente innovativo – dichiara Costantino Vaia, Direttore Generale del Consorzio Casalasco del Pomodoro – è un ulteriore tassello a supporto della mission aziendale che fa della sostenibilità uno dei pilastri fondamentali del nostro operare. Casalasco e Pomì, mettono in campo da anni azioni concrete a tutela del territorio e della filiera per ridurre sempre di più l’impatto ambientale perché da sempre crediamo che una filiera sostenibile garantisca non solo l’alta qualità del prodotto, ma anche lo sviluppo dei territori e dei soggetti in essa coinvolti”

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