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Provincia, situazione critica Già da settembre servizi a rischio

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Trasferire personale dell’amministrazione provinciale al tribunale? Si potrebbe fare, se non mancassero le risorse per attivare le procedure di mobilità. Così il presidente della Provincia Carlo Vezzini risponde all’appello degli avvocati, mobilitati in merito alle carenze di organico del tribunale.

“Il nostro personale fin dall’inizio della riforma Delrio è a disposizione di tutti quegli enti, nel rispetto degli inquadramenti e livelli professionali del personale medesimo, che lo richieda, anche del Tribunale di Cremona – evidenzia Vezzini -. La riforma stessa prevede che venga garantita l’occupazione, ma preoccupano fortemente, ad esempio, le parole riportate dalla stampa (LEGGI L’ARTICOLO), del ministro della Giustizia Andrea Orlando a colloquio con la presidente del tribunale di Cremona Ines Marini che, a quanto pare, causa la mancanza di fondi non è possibile attivare la mobilità, pur essendoci la volontà di farlo”.

Intanto l’ente provinciale corre sempre più inesorabilmente verso il default, che arriverà probabilmente a settembre, a causa di risorse insufficienti per garantire i servizi. Non si sa se potranno essere garantite la manutenzione delle strade, la gestione degli edifici scolastici (tanto che in inverno non è garantito si possano accendere i riscaldamenti), lo sgombero della neve e tutti gli altri servizi che l’amministrazione ha in carico. “Il vero problema – fanno sapere dall’ente – è che noi stiamo ancora gestendo tutti i servizi, anche se molti dovrebbero passare alla Regione, e abbiamo ancora tutto il personale, mentre i tagli sono già stati fatti”. Non è stata creata neppure l’Agenzia per il Lavoro promessa dal Governo, che avrebbe dovuto accollarsi le funzioni che ancora oggi sono in capo alla Provincia. Ente che ha 30 milioni in cassa, di cui 10 devono essere dati allo Stato, e altri ancora se ne dovranno dare il prossimo anno. Le risorse si stanno quindi erodendo lentamente, mentre dall’alto non arrivano i provvedimenti promessi. Tanto che anche sugli stipendi (che, si ricorda, potranno essere pagati fino al 31 dicembre di quest’anno) si stanno facendo tagli continui (LEGGI L’ARTICOLO).

“La situazione ingenerata dalla riforma della PA con i cortocircuito delle norme a carattere tecnico finanziario dello Stato, sta di fatto creando tutte le premesse per un blocco dei servizi al cittadino ai vari livelli – conclude il presidente Vezzini -. La Provincia non ha fondi e quei pochi devono esser dati allo stato causa il taglio ingente di un miliardo agli enti locali per il 2015. Da qui il pre-default di dieci Province su dodici in Lombardia,. Per non parlare del resto d’Italia. Certamente Prefetture, Questure, ASL, Tribunali, Procure, Regione, Archivio di Stato, Comuni sono realtà a cui ci rivolgeremo, rimane tuttavia la questione dello sblocco dei meccanismi di mobilità e delle risorse economiche assegnate, che dovrebbero essere attivati nel breve periodo, per evitare, appunto, ulteriori ingessature della stessa Pubblica amministrazione”.

Laura Bosio

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Commenti
  • Maria

    Prima di eliminare i servizi ai cittadini non è forse il caso di ridurre i premi, produttività, benefit, stipendi ecc. ai dirigenti provinciali. Sbaglio o da questo punto di vista nulla è stato fatto? I sindacati e la sinistra al governo della provincia non dovrebbero tutelare in primis i cittadini meno abbienti e svantaggiati? Invece tutto tace, sarà un caso o si ha più interesse a tutelare i pochi amici privilegiati?

  • Maria

    Prima di eliminare i servizi ai cittadini non è forse il caso di ridurre i premi, produttività, benefit, stipendi ecc. ai dirigenti provinciali. Sbaglio o da questo punto di vista nulla è stato fatto? I sindacati e la sinistra al governo della provincia non dovrebbero tutelare in primis i cittadini meno abbienti e svantaggiati? Invece tutto tace, sarà un caso o si ha più interesse a tutelare i pochi amici privilegiati?