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Inceneritore, ecco lo studio Leap Date, cifre e modalità di dismissione

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Diverse questioni emergono dallo Studio Leap, sin dalle premesse. A partire dalle tanto contestate date di consegna dello studio stesso: il 27 ottobre una prima bozza è stata consegnata ad Aem. Essa è stata quindi discussa in Comune l’11 novembre. A dicembre, quindi, Aem ha chiesto a Leap di “di allargare la prospettiva dell’analisi svolta al contesto regionale e alle possibili evoluzioni del sistema regionale e provinciale di gestione dei rifiuti attraverso la formulazione di scenari alternativi” si legge nello studio. L’incarico al consorzio è stato quindi esteso in data 14 gennaio 2015.

L’approfondimento richiesto da Aem, in particolare, riguardava: “l’aggiornamento sui flussi di rifiuti nella provincia di Cremona e i relativi bilanci di massa all’anno 2013; la valutazione economico-finanziaria della dismissione delle die linee in tempi diversi, così da gestire gradualmente il transitorio della dismissione; la valutazione a tutto campo delle possibili alternative al mantenimento dell’impianto attuale: non solo dismissione, realizzazione di impianto di trattamento meccanicobiologico o esportazione ad altre provincie ma anche, se del caso, rifacimento completo dell’impianto”. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, Aem Gestioni nello specifico ha chiesto di “valutare le alternative nel quadro del sistema di gestione dei rifiuti della Regione Lombardia, tenendo conto delle recenti evoluzioni normative sia a livello regionale sia a livello nazionale”.

Passando alle conclusioni del documento, risulta particolarmente interessante lo studio della situazione degli impianti regionali che fanno co-generazione, e che sono quelli più titolati ad accedere alla rete nazionale. “Sempre nell’ottica di inviare con priorità i rifiuti a impianti cogenerativi, un impianto posto a Cremona sarebbe l’unico della fascia meridionale della Lombardia a godere di questa possibilità – si legge nello studio -. Gli altri impianti di termovalorizzazione presenti, ad oggi, in questa zona non sono cogenerativi e difficilmente potrebbero diventarlo. Quindi, volendo limitare il trasporto di rifiuti attraverso la Lombardia, appare sensato inviare con priorità i rifiuti prodotti in quest’area ad un eventuale nuovo impianto cogenerativo a Cremona, posto a servizio della rete di Tlr (teleriscaldamento) esistente”.

GLI SCENARI FUTURI

Lo studio delinea quindi alcuni scenari possibili per il futuro della gestione dei rifiuti a Cremona.

• Scenario 0: dismissione dell’esistente TU (ossia l’impianto di incenerimento) + import/export di rifiuti. Esso è declinato in 3 varianti (0a, 0b, 0c) a seconda della tempistica di dismissione del TU: entrambe le linee contemporaneamente nel 2018 (0a), oppure una linea nel 2018 e una nel 2025 (0b), oppure entrambe nel 2025 (0c).

• • Scenario 1: realizzazione di un nuovo impianto di trattamento meccanico biologico (Tmb) + dismissione progressiva dell’esistente TU + export dei prodotti del TMB (= rifiuti speciali). Lo scenario 1 prevede l’esercizio di un nuovo impianto Tmb a partire dal 2018, con contestuale dismissione di una linea del TU e dismissione della seconda linea del TU nel  2025.
• • Scenario 2: realizzazione di un nuovo impianto TMB + contestuale dismissione dell’esistente TU + export dei prodotti del TMB (=rifiuti speciali). Lo scenario 2 prevede l’esercizio di un nuovo impianto TMB e la dismissione del TU, entrambi nel 2018.
• Scenario 3: realizzazione di un nuovo TU + contestuale dismissione dell’esistente TU + import/export di rifiuti. Lo scenario 3 prevede il rifacimento del TU con inizio dell’esercizio del nuovo impianto nel 2025 e contemporanea dismissione dell’esistente impianto. Nella variante 3a si considera un ampliamento della domanda di calore della rete TLR pari al 10%.

L’ASPETTO ECONOMICO

Secondo gli studiosi, analizzando gli aspetti economici, emerge che considerando il primo scenario, il danno complessivo (considerando la dismissione, la ricerca di una fonte energetica sostitutiva per il teleriscaldamento), lo smaltimento dei rifiuti si va dai 68 ai 102 milioni di euro. Il secondo scenario (che prevede la realizzazione di un impianto di trattamento meccanico biologico) prevede invece un costo di 176 milioni. Il terzo costerebbe 181 milioni. Infine, quello che gli esperti consigliano, ossia il terzo scenario, porterebbe alla fine ad un attivo di 13 milioni.

CONCLUSIONI DEGLI ESPERTI

“Per la realizzazione di un nuovo TU, costruzione e gestione comportano costi molto superiori a quelli del nuovo TMB. Tuttavia, con il TU i ricavi molto maggiori (per: conferimento rifiuti; produzione elettricità; riduzione consumi TLR) risultano in un bilancio complessivo molto più favorevole.

Tra gli scenari 0, quello più oneroso è lo 0a, con la dismissione contemporanea delle due linee al 2018, a causa dei maggiori costi di dismissione e dei costi per export rifiuti e gestione TLR.  Gli scenari che prevedono la costruzione del TMB risultano quelli più onerosi in assoluto, poiché i costi di investimento per il TMB non sono in alcun modo recuperati.
Lo scenario 3, nonostante un importante costo di costruzione per il nuovo TU, garantisce costi negativi, grazie alla produzione di elettricità e al risparmio di gas naturale per il TLR”.

Infine, secondo gli esperti, “la dismissione del TU comporta dipendenza totale dall’export rifiuti. Parimenti per dismissione TU + realizzazione TMB. Il rifacimento del TU dimensionato su fabbisogno del TLR riduce invece drasticamente consumo di combustibili fossili”.

Laura Bosio

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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