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D.g. ospedale Mantova: 'Unione con Cremona necessaria'

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L’unione tra gli ospedali di Cremona e di Mantova è necessaria? Secondo il direttore generale dell’azienda ospedaliera Carlo Poma, Luca Stucchi, è l’unica soluzione possibile. A cinque mesi dalla scadenza del suo mandato, intervistato sulla Gazzetta di Mantova, evidenzia i rischi di un mancato “matrimonio”. Allo stato attuale la riforma della Sanità della Regione Lombardia prevede una Ats unica denominata Val Padana, comprendente le vecchie Asl di Mantova e Cremona, e due Asst distinte e autonome di Mantova e Cremona, dove quest’ultima si prenderebbe anche il distretto Asl di Viadana. “Il problema è unicamente geografico e di logica territoriale e una logica campanilistica non regge – ha dichiarato Stucchi alla Gazzetta -. La riorganizzazione della sanità regionale è un’opportunità anche per il Poma nel momento in cui si deve puntare ad un territorio più ampio, con Asst che superano i confini provinciali. Insomma in sanità i confini non esistono più e il nostro bacino di riferimento naturale è  insieme a Cremona e non divisi. Del resto già da mesi stiamo stipulando convenzioni ed accordi interprovinciali, cito ad esempio quello sulla Neurochirurgia”.

Per il dg mantovano dunque la soluzione migliore sarebbe “un’unica Ats Mantova-Cremona e un’unica Asst Mantova-Cremona che permetterebbe di avere un bacino di riferimento per le alte specialità in sintonia con quanto di recente stabilito dalle nuove linee guida del ministero che dettano la necessità di un bacino da 600mila a 800mila abitanti”.

Restare separati potrebbe portare ad una sconfitta per entrambe le parti. “Certo sarebbe più facile che ognuno di noi mantenesse quello che ha, ma il nostro territorio non ce lo consente. Confiniamo con altre province e altre regioni che offrono moltissimo, se restiamo all’interno dei nostro territorio provinciale siamo isolati e i residenti di confine rischiano di andare a farsi curare fuori dal territorio mantovano. Quanto poi al rischio per le alte specialità è da ritenere concreto. Se Mantova e Cremona restano separate ci potrebbero essere ripercussioni su Cardiochirurgia, Chirurgia Vascolare, Chirurgia Toracica e Maxillo Facciale per il Carlo Poma e Neurochirurgia ed Ematologia per Cremona. Il ministero ha dettato nuove linee guida e in prospettiva rischiamo di non avere più il bacino d’utenza minimo consentito per tenerle aperte. Ripeto, l’unica soluzione è avere una Asst unica Mantova-Cremona”.

Stesso discorso vale per i presidi di Bozzolo e di Asola: Anche a Bozzolo serve un bacino d’utenza interaziendale. Che senso ha dare la riabilitazione neurologica, sulla quale in questi anni abbiamo investito parecchio, al territorio cremonese? Siamo a metà strada tra Mantova e Cremona, che serva quindi tutte e due le province. Quanto ad Asola avevamo appena costituito il presidio unico Bozzolo-Asola per avere i numeri necessari e se a questo punto Bozzolo si stacca per andare con Cremona dovremmo ripensare anche all’identità di Asola”.

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