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Prezzo latte, si sblocca possibilità di intesa Assolatte-produttori

coldiretti mungitura

Latte, sbloccato lo stallo. Giovedì sera al ministero delle Politiche agricole a Roma durante un vertice al quale hanno partecipato le organizzazioni degli agricoltori, le industrie e la grande distribuzione, dopo che il ministro ha messo sul tavolo la proposta di un provvedimento fiscale per agevolare gli allevatori sul fronte dell’IVA, le industrie di trasformazione hanno dato la disponibilità a un nuovo incontro la settimana prossima per discutere del prezzo e degli accordi con gli agricoltori.

“Rispetto a martedì quando Assolatte aveva escluso ogni tipo di intesa sul prezzo,  stavolta qualcosa sembra essersi sbloccato, adesso sembrano esserci tutti gli elementi per arrivare a un’intesa e non raggiungerla sarebbe davvero inspiegabile da parte delle industrie – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia e vice presidente nazionale di Coldiretti, che ha seguito in prima persona il vertice romano – Il ministro Martina infatti ha messo sul piatto una serie di misure per la promozione in Italia e all’estero dei nostri prodotti lattiero caseari, oltre a proposte per la possibile ristrutturazione del debito delle aziende zootecniche in difficoltà e agevolazioni sull’Iva per gli allevatori”.

Le trattative sul prezzo del latte – spiega Coldiretti Lombardia – si erano bloccate martedì scorso quando a Milano, negli uffici dell’assessorato regionale all’agricoltura, era stato messo a punto un sistema di indicizzazione del prezzo in base a parametri nazionali e internazionali che, accettato dal mondo cooperativo, era stato però rigettato da Assolatte. Il vertice di ieri sera a Roma con il Ministro ha portato a nuovi spiragli.

“Faremo di tutto perché gli spiragli aperti si concretizzino in un accordo sul prezzo – spiega Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona – perché in gioco ormai c’è la sopravvivenza delle nostre imprese che non possono continuare a produrre e a vendere a prezzi che sono abbondantemente sotto i costi di produzione. Per il nostro territorio che produce il 10% del latte italiano e per il futuro del made in Italy lattiero caseario, una soluzione positiva della trattativa in corso è ormai indispensabile.

L’azione che abbiamo messo in campo sta provocando i primi effetti, sia attraverso importanti strumenti presentati dal Ministro Martina (si va dalla ristrutturazione del debito delle aziende attraverso riduzione degli interessi sui mutui e dei costi delle garanzie, all’innalzamento delle percentuali di compensazione Iva sul latte, alla promozione del latte italiano), sia per la ripresa del confronto con gli industriali, dopo la positiva azione della cooperazione, che ci auguriamo possa portare in tempi strettissimi ai risultati attesi sul prezzo, dopo che al tavolo regionale lombardo, convocato qualche giorno fa dall’assessore Fava, è stato presentato il modello di indicizzazione del prezzo del latte”.L’auspicio di Coldiretti Cremona è che si chiuda in fretta la situazione sul latte, per aprire – come ha annunciato il Presidente regionale Prandini – i tavoli sulla crisi dei suini e dei bovini.

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