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'Lombardia colonizzata dalla 'ndrangheta Qui il 16% dei ricavi della mafia calabrese' Parla il procuratore nazionale Roberti

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“Le ‘ndrine della mafia calabrese hanno colonizzato la Lombardia”. Sono parole del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, che delinea in un’intervista pubblicata dal Tirreno lo scenario del Nord Italia, provincia di Cremona compresa, in cui la lotta al crimine organizzato si sta facendo sempre più decisa. “Le ’ndrine – spiega il magistrato – hanno colonizzato Lombardia, Piemonte, Emilia e registriamo infiltrazioni, da queste regioni, anche nel Veneto”. Una mafia, quella calabrese, che accumula denaro per la gran parte grazie alle attività avviate fuori dalla regione d’origine. Una dinamica che la caratterizza e la differenzia dalle altre organizzazioni malavitose. “I ricavi della ’ndrangheta – dichiara Roberti – provengono dalla Calabria per il 23%, dal Piemonte per il 21%, dalla Lombardia per il 16%, dove il fenomeno è gravissimo ed è stata accertata l’incidenza a Pavia, Varese, Como, Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona, dall’Emilia-Romagna per l’8%, dal Lazio per il 7,7%) e dalla Liguria per il 5,7%. Il 50% arriva dal Nord-Ovest. Le estorsioni forniscono il 45% dell’importo delle mafie, seguite da droghe (23%), usura (10%), contraffazione e sfruttamento sessuale”. Fondamentale, per il procuratore, che lo Stato non si tiri indietro nella lotta al malaffare, nella sensibilizzazione e nella diffusione della cultura della legalità: “Quando lo Stato fa lo Stato non ce n’è per nessuna organizzazione mafiosa”.

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