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'E' stato lui a spingerla sotto le ruote' Donna straziata, scoperto depistaggio Arrestato romeno 28enne

CS-CARAB-EV

I carabinieri sono arrivati a una verità diversa da quella che appariva inizialmente e hanno arrestato ieri l’amante della donna ferita gravemente dalle ruote di una macchina in movimento, durante un litigio fra i due, il 25 maggio: è stato l’uomo, per gli investigatori, a farla finire sotto le ruote spingendola fuori da un veicolo in corsa. I militari dell’Arma sono stati impegnati in settimane di accertamenti, anche sulla base di testimonianze di cittadini incrociate con il racconto della ragazza, una romena di trent’anni residente in un paese del Cremonese ora costretta a dover fare i conti con danni probabilmente permanenti al volto. Stando al quadro accusatorio quel giorno, attorno alle 5,30 in via Sesto, al culmine di una discussione dovuta alla richiesta di maggiori attenzioni di lei, l’amante Vaniel Costache, connazionale 28enne residente a Cremona, ha spinto con forza la 30enne fuori dall’abitacolo. Le ruote posteriori della macchina hanno schiacciato il volto e il torace. Numerose fratture. I medici parlano di alcune conseguenze fisiche che con alta probabilità saranno permanenti.

I carabinieri arrivati sul luogo dei fatti il 25 maggio avevano trovato, oltre alla romena straziata e soccorsa dai sanitari, l’uomo e suo fratello. I due, spiegano i carabinieri, raccontavano di averla soccorsa dopo che lei, durante un litigio, era rimasta ferita per aver cercato di aggrapparsi a una portiere di una Ford Focus su cui si trovavano tutti insieme e dalla quale lei era appena scesa per via di un litigio. Un veicolo, la Ford, di proprietà della donna. Gli accertamenti, avviati sul posto dalla Radiomobile e sviluppati dal Nucleo operativo, hanno portato a una dinamica diversa. Ad insospettire gli investigatori il fatto che la macchina si trovasse distante e in posizione arretrata rispetto alla donna riversa sull’asfalto. Altro dettaglio ritenuto strano: la 30enne si era tolta le scarpe prima del dramma (o le aveva perse durante il litigio?) e non le aveva rimesse prima della presunta discesa autonoma dal mezzo, “situazione incompatibile con la volontà di una persona di lasciare il veicolo”, ha spiegato nella mattinata di mercoledì al comando dei carabinieri di viale Trento e Trieste il capitano Livio Propato, comandante della Compagnia cremonese dell’Arma. Accanto a lui il luogotenente Angelo Foglia, a capo del Nucleo operativo, e il maresciallo Eugenio Ferro, che guida la Radiomobile.

Il racconto della 30enne scampata alla morte e le parole di alcuni cittadini hanno fatto emergere un quadro diverso. Qualcuno ha riferito ai carabinieri di aver visto una Mercedes sfrecciare e allontanarsi da via Sesto in quei momenti. Gli investigatori hanno poi ricostruito il resto con numerosi accertamenti: a bordo, alla guida, c’era il cugino del 28enne arrestato. Poco prima, secondo il quadro accusatorio, si trovavano tutti sulla Mercedes, passata a prendere il 28enne e la 30enne dopo una loro notte di passione in albergo, ed è sulla Mercedes, che avrebbe dovuto riportare la 30enne alla sua macchina ferma in via Sesto, che è scoppiata la violenza dell’uomo sui sedili posteriori. Dopo l’accaduto ci sarebbe stato il tentativo di rifilare ai militari una ricostruzione fasulla. Vaniel Costache è ora in carcere con l’accusa di lesioni personali gravissime. Indagato il cugino 27enne (B.F.C.) che guidava al momento dell’investimento e pare si trovi adesso in Romania. Sembra che in passato la 30enne abbia già subito percosse dal 28enne, accompagnate da minacce di conseguenze per familiari in caso di denuncia. Da verificare anche le entrate di denaro dell’arrestato, con possibilità economiche nonostante ufficialmente risulti nullafacente.

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