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Immigrati, FI: 'No agli accordi con privati senza consultare i sindaci'

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Foto: Sessa

Stop ad una accoglienza fatta di accordi con i privati senza consultare i sindaci: questo l’appello che fanno i sindaci del centrodestra del territorio cremonese (circa 45) alla Prefettura. Appello che si concretizza in una mozione che verrà depositata e protocollata in Prefettura venerdì mattina e che verrà anche portata nei consigli comunali dei rispettivi comuni. Venerdì saranno presenti anche Mariastella Gelmini e Stefano Maullo.

Mino Iotta

“Venerdì faremo un momento di incontro col Prefetto consegnando un documento con cui ci diciamo in disaccordo con queste modalità di accoglienza evidenzia il coordinatore provinciale di Forza Italia, Mino Iotta -. Di fronte alle perplessità dei sindaci, che dicono di non avere strutture adeguate per accogliere immigrati in grandi numeri (centinaia di persone che stanno in un centro di accoglienza a Bresso e che devono essere smistate), il Prefetto parla di fare accordi con privati senza chiedere parere ai primi cittadini”.

Un atteggiamento che ai sindaci del centrodestra, o perlomeno una buona parte, non piace. “Proporre ai privati o alle cooperative una sorta i attività economica privatizzando gli utili dell’operazione e pubblicizzando le perdite non sia giusto – continua Iotta -. Le comunità locali devono farsi carico di un costo a fronte di un privato che invece realizza margini”.

Insomma, per Forza Italia è sbagliato che dei privati guadagnino su una partita di questo tipo. “Siamo tutti cattolici e nel dna abbiamo i senso dell’accoglienza, ma allo stesso modo abbiamo la necessità di amministrare i nostri territori non solo col cuore ma anche con la testa. E la testa dice ce ci sono dei limiti oggettivi e invalicabili”.

Gianluca Pinotti

“In conseguenza dell’incontro tra sindaco di Crema e Prefetto è nata una forte preoccupazione tra i sindaci nell’area cremasca per queste convenzioni direttamente con i privati – evidenzia Gianluca Pinotti -. Sindaci che non vogliono collaborare a una modalità di accoglienza che avrebbe esiti decisamente negativi come il caso i Chieve, dove gli immigrati si sono trovati senza assistenza. Questo è l’epilogo di una gestione sconclusionata e scorretta, portata avanti dal Governo nei confronti di un  fenomeno che non è certo prossimo alla risoluzione. I numeri parlano chiaro: nel 2013 l’Italia ha avuto 45.298 immigrati provenienti dalla Libia 45.298, mentre nel 2014 sono stati 170.816( +277%)”.

A preoccupare Forza Italia anche alcune situazioni specifiche. “Come il caso di un immobiliarista, che possiede un immobile in un Comune da poco più di 600 anime e che ora è in trattativa per l’accoglienza di immigrati nella sua struttura, dove potrebbe ospitare 150 persone – spiega Iotta -. Ci immaginiamo cosa succederebbe se arrivassero così tanti immigrati in una struttura così piccola? Certo, per lui sarebbe un affare, ma per chi abita in quel paese?”.

Carlalberto Ghidotti

“La sinistra chiama i migranti risorse – aggiunge il coordinatore cittadino Carlalberto Ghidotti -. Se è così il nostro territorio allora pullula di risorse. Tuttavia noi non capiamo in che modo queste persone oggi possano essere risorse. Lo erano 20 anni fa quando c’erano posti di lavoro che gli itaiani non ricoprivano. Oggi invece non servono risorse di questo tipo e soprattutto non c’è più spazio per accoglierli. E in questo modo ci sono persone cremonesi in difficoltà e si vedono portare via gli aiuti perché vengono destinati a questi immigrati”.

Attualmente le situazioni in cui sono attivi progetti di accoglienza sul territorio sono Picenengo, Chieve, Salvirola, Crema. “A Salvirola tuttavia sono gestiti in modo corretto e non danno problemi – conclude Iotta -. In altri contesti non è così. Addirittura ci sono cooperative create ad hoc per questo. Viene da chiedersi se non ci siano dietro delle situazioni di business poco chiare”.

LA MOZIONE

Tenendo conto:

– che in questi ultimi giorni si sta assistendo ad accordi tra Prefettura e privati relativamente all’accoglienza di immigrati in strutture di proprietà privata;

– che questi accordi vengono conclusi fra le parti , in via riservata , lasciando all’oscuro le Amministrazioni Comunali dei centri dove si trovano strutture ospitanti;

– che per altro dette Amministrazioni , nella quasi totalità , non hanno nelle proprie disponibilità locali idonei ad ospitare immigrati;

Ritenendo:

– che non è condivisibile tale  modalità , poiché gli accordi di cui in premessa , sono conclusi all’insaputa delle Amministrazioni Comunali interessate;

– che l’accoglimento di immigrati e/o richiedenti asilo politico può avere forti ricadute sociali, sanitarie e di ordine pubblico a carico dei cittadini , delle Amministrazioni Locali , dei territori dove insistono le strutture private ospitanti;

– che si ritengono del tutto sbagliate ed estremamente dannose per il Paese le politiche sull’immigrazione messe in atto dal Governo Renzi , ed in particolare dal Ministro degli Interni Alfano;

Chiediamo

1) Alla Prefettura di non procedere alla conclusione di qualsivoglia accordo per l’accoglimento di immigrati in strutture private senza avere il parere favorevole delle Amministrazioni Comunali interessate , attese le indubbie ed oggettive implicazioni socioeconomiche che detti accordi hanno o potrebbero avere;

2) Alle Amministrazioni Locali di riservarsi di diffidare, nelle forme di legge previste, qualunque soggetto di diritto privato dallo stipulare qualsivoglia accordo avente per oggetto l’accoglimento degli immigrati e/o richiedenti asilo politico, senza aver ottenuto preventivamente parere favorevole del Comune, prima della conclusione dell’accordo stesso.

Laura Bosio

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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