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Profughi, vertice tra sindaci e Prefetto 'Stiamo cercando soluzioni condivise' Prossimo incontro martedì pomeriggio

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Foto: Sessa

Si sono incontrati in mattinata, presso la Sala Quadri del Comune, alcuni i sindaci del territorio cremonese, tra cui Gianluca Galimberti insieme al prefetto di Cremona Paola Picciafuochi, al direttore generale dell’Asl Gilberto Compagnoni e al presidente della Caritas Cremonese, don Antonio Pezzetti, per discutere dell’emergenza immigrazione. Un’emergenza a tutti gli effetti – così l’hanno definita i sindaci – che in un modo o nell’altro deve essere affrontata. Si è trattato di un incontro introduttivo, mentre martedì 11 agosto, alle 17.30, si terrà una riunione più tecnica, in cui individuare le soluzioni possibili. “Ragionare insieme sulle possibili soluzioni può essere la strada migliore da percorrere – evidenzia don Antonio Pezzetti -. Ma soprattutto è importante anche che la gente capisca che è un problema da affrontare. Oggi esiste una vera e propria psicosi su questo problema. Vi sono state alcune esperienze non del tutto positive, con le strutture private, ma ossono essere corrette, in modo che si trovi un diverso modo di gestire l’accoglienza, magari anche a livello sovracomunale”.

L’idea è quella di individuare alcune strutture sul territorio e gestirle in coordinamento, con un’unica cabina di regia. “Abbiamo insistito affinché si trovino delle responsabilità condivise – spiega l’assessore Rosita Viola -. I Comuni ora dovranno valutare le proprie disponibilità, quindi si troveranno soluzioni condivise. Abbiamo anche discusso su cosa potremmo chiedere al Governo, per darci una mano. Ormai quella dell’immigrazione è un’emergenza conclamata e rifiutarsi di affrontarla non porterà ad eliminarla. E’ un problema che c’è e che non possiamo ignorare”.

Anzi, secondo il sindaco Galimberti, “L’emergenza può diventare un’opportunità per il territorio. Anche dal punto di vista lavorativo: pensiamo a tutti gli educatori che lavorano nell’ambito dell’accoglienza. La storia busse alle nostre porte e noi dobbiamo rispondere. Dobbiamo essere concreti e trovare delle strade percorribili. Ma bisogna farlo insieme”.

LaBos

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