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Avrebbe compiuto 19 anni martedì il ragazzo annegato nell'Adda

foto Sessa

AGGIORNAMENTO – Era disceso al fiume in anticipo rispetto agli altri otto compagni, Sebastiano Chia, 19 anni che avrebbe compiuto  il 18 agosto, per  una nuova tappa della vacanza in tenda e canoa insieme agli amici del gruppo scout partito sabato da Cassano d’Adda. L’idea era quella di raggiungere Cremona via fiume; la notte precedente avevano dormito in tenda all’oratorio san Luigi di Pizzighettone.  Una sorte terribile, però, ha intrappolato Sebastiano nella chiusa della centrale idroelettrica di Maleo, proprio al confine tra cremonese e lodigiano, facendogli ribaltare la canoa dalla quale non è riuscito ad uscire. E’ morto così il giovane scout residente a Bergamo, durante quella che doveva essere una vacanza avventurosa a tappe, fino al Po. La dinamica dell’incidente di questa mattina viene spiegata dal Maggiore Giacometti, comandante di Compagnia dei carabinieri di Codogno, da cui dipende la stazione di Maleo che ha effettuato gli accertamenti. Gli amici non erano ancora scesi in acqua quando la corrente ha ribaltato la canoa di Sebastiano.  Consapevoli del salto d’acqua, i ragazzi sapevano di dover scendere dalla canoa all’altezza delle chiuse, prendere la barca in spalla e superare il dislivello camminando sulla sponda. Ma il 18enne era solo quando si è ribaltato e non è stato visto da nessuno. Gli amici hanno cominciato a preoccuparsi quando, una volta arrivati al salto, non lo hanno visto sulla sponda e hanno notato la canoa rovesciata addossata alla grata della chiusa. A quel punto il capo scout si è buttato in acqua, ma non c’era più niente da fare. La salma è stata trasportata alla camera mortuaria dell’ospedale di Lodi, dove il magistrato potrebbe disporre l’autopsia.
Sebastiano si era appena diplomato al liceo scientifico Lussana di Bergamo.
La corrente è molto forte nel bacino che alimenta la centrale idroelettrica sull’Adda. Qui la canoa si è ribaltata e il giovane, essendo legato, non è riuscito a liberarsi, rimanendo sott’acqua per circa 80 cm. per circa un’ora. Il personale della centrale idroelettrica ha subito chiuso la paratia a valle, e i vigili del fuoco giunti da Cremona lo hanno potuto disincastrare, ma ormai era passata circa un’ora dal ribaltamento. Sebastiano indossava il giubbotto salvagente, ma non è bastato a riportarlo in superficie.
Sconcerto tra i compagni del giovane, che hanno assistito impietriti alle successive fasi di recupero. Sul posto, non appena è scattato l’allarme, sono giunti i carabinieri di Pizzighettone e poi quelli di Maleo, i mezzi del pronto soccorso di Casalpusterlengo e i Vigili del Fuoco di Cremona, che hanno faticato non poco a recuperare il corpo dello sfortunato ragazzo. I tentativi di defibrillazione compiuti dal personale sanitario sono risultati vani.

Giuliana Biagi

 

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