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Ferragosto dell'Assunta A Brancere si rinnova la tradizione

foto Sessa

La tradizionale processione dell’Assunta ha calamitato anche quest’anno circa 600  fedeli e amanti del fiume sulle sponde di Brancere, dove la statua lignea della Madonna è arrivata via acqua attorno alle 16,30, portata dalle imbarcazioni partite un’ora prima dal lungo Po delle canottieri. Sole caldo ma non troppo, dopo una mattinata incerta, per quello che resta l’appuntamento popolare più sentito nella Bassa cremonese, che lega in sé sentimento religioso, tradizione popolare e mistero. La storia infatti narra che a Brancere vi fosse una chiesetta e un piccolo cimitero dedicati all’Assunta, spazzati via e definitivamente sommersi dall’esondazione del Po del 1756.

Un rito che si ripete da anni con pochissime variazioni, quello della discesa del fiume da Cremona al lido Ariston, in testa la barca che porta la statua della Madonna, condotta dal veterano dei portantini, Antonio Viola di Stagno Lombardo, da 35 anni una delle anime della manifestazione, che riunisce attorno a sè decine di volontari. La seguono le barche dei vogatori delle canottieri, in maglia gialla e giallo blu, che attraccano per primi al Sales, si schierano sull’argine, remo al fianco e attendono il passaggio dei portantini con la statua in spalla. Le note di ‘O Santissima’ intonate dalla banda di Canneto sull’Oglio salutano l’inizio della processione, scandita dalle lodi di don Giuseppe Galbignani, parroco di Stagno Lombardo. Una processione breve e intensa, che passa davanti alla santella della Madonna e si dirige nella ‘chiesa tra i pioppi’ allestita poco più avanti. A celebrare la liturgia è il sacerdote ospitante, don Mario Bardelli, parroco di Bonemerse, da dove la statua era partita in mattinata, subito dopo la messa delle 9,30, per raggiungere la canottieri Flora in calesse (messo a disposizione dalla famiglia Baronchelli della cascina Farisenga). Numerose le autorità presenti: tutti i sindaci rivieraschi (Stagno Lombardo, Pieve d’Olmi, Gerre de Caprioli); l’ex presidente della Provincia, ora sindaco di Bozzolo, Giuseppe Torchio; il sindaco Gianluca Galimberti e l’assessore Alessia Manfredini in rappresentanza di Cremona, insieme al presidente della Provincia Carlo Vezzini; il sindaco di Castelvetro; il vicesindaco di Casalmaggiore.  Folta anche la delegazione di sacerdoti: don Alfredo Assandri, parroco di Vicoboneghisio, don Alberto Mangili, parroco di Gerre e don Gianni Regolami, di Zibello, in rappresentanza della sponda emiliana del fiume. Impeccabile il gruppo di volontari della protezione civile di Stagno e San Daniele e  il  quintetto dei portantini: oltre a Viola, Marcello Tiengo, Pietro Marca, Nicola Tambani, Fabio Gradaschi, Roberto Vaia. Dopo la liturgia (assenti perchè appena ritornate dal Kenya le suore della Beata Vergine, che avrebbero dovuto animare la celebrazione con danze africane) la festa è continuata con il ritorno della statua sul Po, per raggiungere il luogo dove sorgevano l’antica chiesa, il cimitero e l’abitato di Brancere: lì è stata gettata in acqua una corona di fiori e impartita la benedizione. La conclusione dell’intenso pomeriggio è poi avvenuta presso la santella della Regina del Po, opera di Graziano Bertoldi inaugurata per il Giubileo del 2000.

g.biagi

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