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'Migranti alle ex scuole: spesa da 10mila euro, in futuro possibili altri utilizzi' Il Comune risponde su Picenengo

Foto Sessa

La spesa del Comune al fine di sistemare e utilizzare le ex scuole di Picenengo per affrontare l’emergenza migranti è di circa 10mila euro e si stima che l’immobile servirà a questo scopo per oltre un anno, tempo dopo il quale “si potrà valutare altra destinazione d’uso. Sono le novità che emergono dalla questione grazie alla risposta scritta, firmata dall’assessore Rosita Viola, a un’interrogazione del consigliere del Movimento 5 Stelle Maria Lucia Lanfredi.

“La struttura di Picenengo – ricorda Viola – è stata completamente ristrutturata dai Comune di Cremona nei 1994 e destinata a Centro di Seconda Accoglienza per stranieri, consta di appartamenti autonomi, ivi compreso un punto di presidio per gli operatori, un alloggio per il custode e uno spazio verde. Nel 2013 I’Amministrazione aveva ipotizzato l’alienazione e la conseguente dismissione con progressivo spostamento delle famiglie straniere collocate nella struttura stessa. Lo spostamento di tali famiglie è rimasto incompiuto considerata anche l’emergenza sfratti e la necessità di rispondere ad altri bisogni abitativi. Fin dall’inizio del mandato dell’attuale Amministrazione si è lavorato per trovare soluzioni alloggiative per le tre famiglie che da diversi anni abitano presso la struttura. Con l’apertura del nuovo bando per l’assegnazione degli alloggi ERP si è nel frattempo concretizzata la possibilità di assegnazione per i nuclei familiari presenti nella struttura, avendo maturato i relativi requisiti. Si conffida di procedere in tempi brevi allo spostamento dei nuclei familiari”. “Considerato il periodo di emergenza e i tempi di verifica dello status di richiedente asilo – è scritto nel documento dell’assessore – si stima che per più di un anno la struttura sarà destinata all’ospitalità di richiedenti protezione internazionale. Successivamente si potrà valutare altra destinazione d’uso, nel frattempo sarà possibile continuare le attività di manutenzione e di recupero deli’area. Attualmente non si prevede altra tipologia di utenti in quanto sarebbe di difficile gestione una struttura multifunzionale con diverse problematiche e fragilità che presentano bisogni diversi”.

Capitolo spese. “La Caritas Diocesana, tramite un accordo diretto con la Coop Il Sentiero (a cui il Comune ha affidato la gestione degli spazi per i nuovi migranti e che ha attivato le utenze, ndr), ha fornito letti, lenzuola e i pasti, per consentire di accogliere le persone in emergenza. Il Comune di Cremona si è fatto carico di: fornitura materiale elettrico-componenti per un controvalore di 150 euro, installazione corpi illuminanti negi alloggi (utilizzato per gli impianti materiale già in dotazione e disponibile presso imagazzini dell’Amministrazione comunale), sanificazione e pulizia sottotetto (ex alloggio custode) come da prescrizione Asl a seguito del sopralluogo (in affesa di consuntivo), verifica tetto e pulizia canali, rimozione rifiuti ingombranti attraverso “Lineagestioni” (in attesa di consuntivo), sostituzione di una caldaia e regolarizzazione del libretto degli impianti per le restanti attività poste a carico della cooperativa, impiego competenze personale dipendente”. Il costo complessivo preventivato a carico dell’Amministrazione comunale “è quantificabile in 10mila euro”.

“Sin dall’estate scorsa, sia per l’emergenza abitativa sia per I’emergenza migranti, si è proceduto – conclude l’assessore Viola – ad una verifica delle disponibilità del mercato privato. In particolare per quanto riguarda i migranti ci sono ripetute comunicazioni ed incontri in tal senso da parte della stessa Prefettura. Attualmente non state recuperate disponibilità di privati in città ma in altri Comuni. I richiedenti asilo accolti presso la struttura di Picenengo hanno collaborato su base volontaria e gratuita al ripristino della struttura con la supervisione dell’Ente Gestore. Così come avvenuto in altri territori si stanno progettando percorsi finalizzati a superare la condizione di inattività dei migranti accolti nei territori di rispettiva competenza attraverso I’individuazione di attività di volontariato e a favore della comunità”.

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