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Omicidio dei coniugi bresciani Arrestato indiano residente a Robecco

AGGIORNAMENTO  – Continuano le indagini della magistratura bresciana alla ricerca della verità sull’omicidio dei coniugi Francesco e Giovanna Seramondi, avvenuto l’11 agosto nella loro pizzeria ‘da Frank’ a Brescia.  L’indiano residente a Robecco d’Oglio arrestato nel pomeriggio di mercoledì 26 agosto, Gurgjit Singh, sarebbe accusato di aver fornito, oltre alla pistola che il 1 luglio scorso ferì in un agguato un dipendente di Seramondi, anche il fucile utilizzato per il duplice delitto dell’11 agosto. Nella stessa giornata di ieri è stato condotto in carcere a Brescia anche un altro presunto complice, residente a Mairano, Brescia. Le accuse nei confronti di Singh sono di ricettazione e detenzione illecita di arma da sparo.  L’uomo, sposato e con figli, è stato prelevato dalla sua abitazione di Robecco e condotto in Questura a Brescia prima di finire in carcere. Le contestazioni riguardanti l’arma sono relative al fucile a canne mozze usato per uccidere i coniugi bresciani e anche alla pistola, non ancora trovata, che gli stessi killer avrebbero utilizzato per ferire il dipendente albanese alcuni mesi prima.

L’altro indiano arrestato, detto Vicky, 42 anni, residente a Mairano, era titolare di un ristorante kebab ad Azzano Mella. Sue le accuse più gravi: concorso in omicidio plurimo premeditato e concorso in tentato omicidio premeditato, ricettazione e detenzione illecita e porto di arma da sparo. Secondo gli inquirenti, avrebbe ospitato i due assassini la notte prima dell’agguato mortale nel suo appartamento di Mairano. Avrebbe anche dovuto prendere parte all’omicidio al posto del connazionale Singh, ma poi ci avrebbe ripensato. Lo stesso indiano avrebbe comunque messo in contatto i killer con il connazionale residente nel cremonese che aveva comprato il fucile a canne mozze risultato rubato. Fucile acquistato dal proprietario di un negozio di generi alimentari, sempre nel cremonese e sempre di nazionalità indiana. I due indiani arrestati sono stati trasferiti in carcere, ma non a Brescia per evitare contatti con i due killer dei coniugi Seramondi.
Francesco e Giovanna Seramondi erano stati uccisi da Muhammad Adnan, 32 anni, pachistano, con tre colpi di fucile e l’aiuto del complice Sarbjit Singh, 33 anni, indiano. Fra gli elementi emersi a pochi giorni dal duplice omicidio, c’era la provenienza cremonese del fucile da caccia a canne mozze usato dall’autore del delitto, che sarebbe risultato rubato in territorio cremonese nel 2011.

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