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Insediato il questore 'Sulla sicurezza occorre il massimo risultato'

Foto di Francesco Sessa

Sicurezza, ordine pubblico, emergenza profughi, criminalità organizzata, sono i grandi temi che il nuovo questore di Cremona Gaetano Bonaccorso, che da oggi sostituisce l’ex questore Vincenzo Rossetto, si appresta ad affrontare nel suo primo incarico a capo di una Questura. 53 anni, originario di Messina, Bonaccorso vive a Bologna con la famiglia (la moglie è dirigente della Polfer). Ha un passato nel settore investigativo a Palermo, Messina e Genova, ha diretto il reparto mobile di Bologna ed è stato vicequestore vicario a Padova, sede lasciata lo scorso anno per Roma dove ha svolto un corso di nove mesi di alta formazione.

“Sono felicissimo di essere a Cremona”, ha detto oggi il nuovo questore durante l’incontro con la stampa. “Una città gradevole e molto attiva sul piano culturale, non potevo augurarmi di meglio, da oggi la considero anche la mia città”. Fondamentale, per il nuovo questore, il tema sicurezza: “Dobbiamo porci in un rapporto di grande vicinanza con i cittadini”, ha già anticipato Bonaccorso, “in quanto ci consente di percepire le esigenze della città che vanno al di là dei dati che comunque testimoniano in modo positivo l’attività fatta da quelli che oggi sono i miei collaboratori e anche dalle altre forze dell’ordine. La domanda di sicurezza, però, è altra rispetto alle statistiche, i risultati devono essere calati nella realtà cittadina. Quindi non possiamo appiattirci sui dati positivi, ma dobbiamo ottenere il massimo risultato che una città come questa merita di avere”. Parlando di sicurezza, il questore ha citato anche il fenomeno dei migranti, un tema su cui l’attenzione sarà alta. “La sicurezza è un dato importante”, ha insistito Bonaccorso, “le esigenze di sicurezza sono gli obiettivi principali che mi porrò”.

“Un’altra priorità sarà quella dell’ordine pubblico”, ha fatto sapere il questore, che ha parlato di “aree antagoniste molto attive”, riconoscendo “il grande impegno” del suo predecessore, ovviamente in riferimento a quanto accaduto durante il corteo antifascista del 24 gennaio scorso.

Altro tema fondamentale, quello delle infiltrazioni mafiose e della criminalità organizzata: “un problema”, ha detto Bonaccorso, “di cui Sciascia parlava già nel 1961. Il fatto che la criminalità abbia interessi su territori al di fuori della propria regione di origine è un fatto assodato, la Lombardia è territorio di interesse, occorre prenderne atto e mettere l’impegno necessario per analizzare le entità delle varie presenze e le attività criminali, e fare sforzi investigativi”. “Per contrastare la criminalità organizzata”, ha concluso Bonaccorso, “la polizia italiana è senz’altro la più attrezzata. Sarà anche questo un aspetto che esamineremo ed approfondiremo”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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