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Cerimonia dell'8 settembre sempre più per pochi intimi

Celebrata in cortile Federico II la ricorrenza dell’8 settembre. Il sindaco Gianluca Galimberti ha tenuto un breve discorso davanti alle rappresentanze del governo e delle forze armate, attualizzando il significato della data in cui venne annunciato l’armistizio tra Italia e forze alleate durante la II Guerra Mondiale. Semideserto il cortile di palazzo comunale, a parte la presenza di qualche esponente politico, di giunta e consigliere comunale. In particolare, il sindaco ha parlato del coraggio di compiere scelte e della sempre più urgente necessità di un’assunzione di responsabilità da parte di chi ricopre incarichi pubblici. Sull’esempio negativo di chi l’8 settembre 1943 scelse invece di fuggire, occorre costruire il senso di appartenenza allo Stato e  ricordare l’onore / onere di assumere decisioni. Sottolineata anche l’importanza delle parole, e criticato chi le usa impropriamente a scopi di propaganda politica.

Quindi è stata la volta del maestro Mario Coppetti parlare dell’8 settembre di Cremona, città che a differenza di altre vide ancora sangue e scontri. Elogiato il coraggio dei cremonesi, anche civili, che da lì organizzarono il movimento di Resistenza e stigmatizzata l’indifferenza che oggi circonda questa ricorrenza.

La mattinata si era aperta alle 10 al Cimitero, con un momento di preghiera e riflessione davanti al Monumento ai Caduti e un intervento del professor Angelo Rescaglio, presidente della sezione di Cremona dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani. Quindi, la deposizione della corona d’alloro alla lapide che ricorda i Caduti della Resistenza ed i Martiri di Cefalonia. Domani, mercoledì 9 settembre, alle ore 17.30, nella Sala dei Quadri di Palazzo Comunale, sarà presentato  il libro di Silvana Donzelli “In fuga dagli ulivi”, che narra l’esperienza del padre Ugo Donzelli, soldato della Divisione Acqui nel 1943.

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