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Omicidio da Frank L'indiano di Robecco era già stato arrestato

Udienza davanti al tribunale del Riesame di Brescia per Gurgjit Singh, 29 anni, l’operaio indiano residente a Robecco d’Oglio considerato dagli inquirenti uno dei complici dei due presunti assassini dei coniugi Francesco e Giovanna Seramondi, uccisi l’11 agosto scorso nella loro pizzeria ‘da Frank’ a Brescia. Il 29enne, sposato e padre di due figli, arrestato il 26 agosto con le accuse di ricettazione e detenzione illecita di arma da sparo, era già stato arrestato e messo ai domiciliari il 20 agosto precedente, questa volta per tentata rapina impropria. Per quest’ultimo episodio, la difesa dell’indiano si era rivolta al tribunale del Riesame per far riacquistare la libertà al 29enne. I giudici si sono riservati di decidere. Quel giorno Singh si era appropriato di una bicicletta parcheggiata fuori da un locale di via Milano a Brescia. All’interno del bar c’erano il proprietario della bici e la sua fidanzata, una dogsitter, che aveva legato il cane alla bicicletta. Quando i due si sono accorti che l’indiano stava fuggendo con la bici e il cane, lo hanno rincorso, riuscendo a fermarlo. La ragazza sarebbe stata spintonata dal presunto ladro, che davanti alle forze dell’ordine, poi intervenute, si era giustificato dicendo che si era trattato di uno scherzo.
Il 26 agosto successivo il 29enne era stato nuovamente arrestato perché accusato di aver fornito ai presunti assassini dei coniugi bresciani, oltre alla pistola che il 1 luglio scorso ferì in un agguato un dipendente di Seramondi, anche il fucile utilizzato per il duplice delitto dell’11 agosto. Gurgjit Singh, finito in manette insieme ad un connazionale residente nel bresciano, è tuttora rinchiuso nel carcere di Bergamo.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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