Cronaca

Mercato-festa torrone, cade anche l'ultima offerta di mediazione

Il punto di mediazione tra ambulanti e Comune, proposto da Confesercenti nella riunione di martedì, era quello di concedere piazza Stradivari alla Festa del Torrone due giorni tra il 21 e il 29 novembre, uno dei due sabati e il mercoledì intermedio. Meno di quanto richiesto dalla festa, ma più di quanto finora reclamato dagli ambulanti. Non è stato accettato: all’organizzatore (e al Comune) interessano proprio i due week end, perchè ormai – ha spiegato l’assessore Barbara Manfredini in commissione commercio – eventi del genere si realizzano sulla lunga durata e per minimizzare i rischi del maltempo. Fallito anche questo tentativo di mediazione, nemmeno il lungo dibattito in commissione commercio di mercoledì 9 settembre riesce a far trovare  una conciliazione tra esigenze della festa del torrone e diritti degli ambulanti. L’assessore al commercio Barbara Manfredini enfatizza il valore del gran galà dolciario, confermato dai numeri in crescita nella sua storia ventennale e allo stesso tempo ribadisce di voler valorizzare il mercato, facendolo diventare parte integrante della stessa, con i banchi di piazza Stradivari spostati in corso Vittorio Emanuele. “Che è una zona di pregio, con un numero non eccessivo di vetrine e così si riduce il rischio oscuramento. Le navette che faranno la spola tra piazzale Azzurri d’Italia (dove stazionano i camper) e il corso garantiranno l’afflusso di persone. Il Comune promuoverà l’utilizzo dell’autosilo Massarotti”, afferma. Già pronta la bozza di mappa della dislocazione dei banchi sul corso V. Emanuele, che l’amministrazione vuole diffondere il più presto possibile tra i clienti del mercato, con l’indicazione esatta di dove potranno trovare i banchi.

Giorgio Everet (Forza Italia), si presenta in commissione con un pallone da volley, per enfatizzare l’impasse che l’amministrazione sta vivendo in queste ore circa l’utilizzo del PalaRadi. Il pallone resterà sul tavolo per due ore e mezza, nonostante la disapprovazione del presidente, Paolo Carletti. Everet, che sul tema del giorno ha presentato un’interrogazione, paragona l’amministrazione cremonese alla Grecia dei colonnelli: alla fine decidono tutto loro. “Ho sempre sostenuto la necessità di un allargamento della festa del Torrone fuori dalla piazza principale”. Fa notare le contraddizioni nel centrosinistra: “Lo scorso anno Maura Ruggeri, attuale vicesindaco, era al fianco degli ambulanti per difendere una modifica del regolamento, proprio nel punto che adesso viene disatteso” (ossia il diritto del mercato di restare nella sua sede originaria, tranne che per eventi straordinari o per motivi di pubblica utilità). “Come mai le linee guida che fino all’anno scorso sono andate bene, adesso non vanno più?”. Federico Fasani, Ncd, più pacato del solito (“non intendo fare dello sciacallaggio verso l’amministrazione”), ammette che “compenetrare le esigenze è sempre stato difficile. Faccio però una proposta: non si potrebbe offrire un sollievo economico agli operatori del mercato per compensare le perdite che loro stessi lamentano in caso di spostamento?” Un’ipotesi successivamente bocciata drasticamente da Giovanni Gagliardi, Pd: “Sarebbe un precedente gravissimo: su che basi indennizzare? L’eventuale perdita di clientela abituale viene compensata dall’arrivo di migliaia di visitatori da fuori città”. Viene citato l’esempio della riduzione o sospensione del pagamento di tributi locali per gli esercizi commerciali danneggiati dai cantieri stradali, vedi corso Garibaldi qualche anno fa, o via Persico e via Brescia: ma le situazioni sono completamente diverse.

Luigi Amore (Obiettivo Cremona) allarga a tutto campo: “Vorrei sapere se ci sono verbali che mostrano come si sia arrivati a questo scontro. Il vizio di questa amministrazione è di non tradurre mai in pratica termini tanto spesso sbandierati come dialogo e partecipazione. Il dialogo si pratica, non si enuncia solo a parole. Se si fanno i confronti ma poi in realtà è già tutto deciso, tanto vale non incontrarsi nemmeno”. “Se questa è un’ennesima  sperimentazione, chiedo che una volta tanto ci facciate conoscere i risultati di tutte quelle che avete avviato in questi mesi”.

Gagliardi riporta l’attenzione sul tema economico: difficile verificare se davvero vi sia una perdita di introiti  per gli ambulanti, ad ogni spostamento. “E comunque ci infileremmo lungo una strada difficile da percorrere. Prima di parlare di danni da spostamento, bisognerebbe individuare un comportamento colpevole da parte dell’amministrazione, che sinceramente non vedo. Fare una manifestazione come la festa del torrone, ormai consolidata, in un centro medievale, che muove migliaia di persone, è più che coerente per l’amministrazione. Come si fa a dire che la scelta proposta è tecnicamente sbagliata? E poi: esiste una soluzione che faccia contenti tutti gli ambulanti? Diciamo la verità, sono vent’anni che giriamo attorno a questa questione, è diventata roba da strapaese. Gli ambulanti vogliono essere padroni di una situazione di cui non possono essere padroni”.

Barbara Manfredini puntualizza: “Tecnicamente, il mercato potrebbe essere soppresso dall’amministrazione, ma a questo non abbiamo mai voluto neanche pensarci. Mi stupisco di come gli ambulanti non riescano a vedere nella nostra proposta un’opportunità anche per loro e di come non si riesca a capire l’importanza dell’aggancio con Expo. Le alternative le abbiamo fatte passare tutte, anzi in origine l’idea era di spostare i banchi in corso XX settembre”. Giorgio Bonoli e Agostino Boschiroli, rispettivamente direttore di Confesercenti e presidente del gruppo degli ambulanti Anva, tra il pubblico ascoltano e commentano: “Si rimane stupefatti nell’ascoltare le motivazioni che portano a scelte del genere – afferma Bonoli -.  Sembra quasi che si vogliano nascondere altre motivazioni, magari di carattere economico. Noi martedì una proposta di mediazione l’abbiamo portata: spostarci due volte invece di tre, ma è stata respinta. Ci hanno offerto di prolungare il mercato nell’ultimo sabato per tutta la giornata: ma ormai è una formula che non adotta più nessuno da anni, è verificato che il mercato attira solo di mattina”. “La cosa che amareggia di più  – aggiunge ancora Bonoli – è che qui tutti parlano  di mercato senza aver mai fatto questo mestiere e senza sapere cosa significhi”. Più esplicito Boschiroli: “Un’amministrazione dovrebbe lavorare per trovare il giusto equilibrio tra le esigenze dei diversi soggetti, tutti privati in questo caso, perchè privato è l’organizzatore della festa del torrone e privati siamo noi. In questo caso non l’ha fatto. Credo che il motivo sia squisitamente economico: l’organizzatore, contro cui non ho niente, fa il suo mestiere cercando di trarre profitto dalla manifestazione, in un’annata in cui è venuto meno il contributo alla festa della Camera di Commercio e della Provincia. E il Comune lo ha drasticamente ridotto. Io non contesto l’organizzatore: contesto il Comune che non è in grado di contemperare le due esigenze. E se alle riunioni si deve andare per sedersi, ascoltare e dire di sì, allora tanto vale non prendersi neanche il disturbo di andarci”.

Tra le proposte concrete emerse in commissione, quella di Maria Lucia Lanfredi, Movimento 5 Stelle: “Perchè non avete pensato di spostare tutta la manifestazione ad ottobre, in concomitanza con Expo? Mi chiedo poi perchè si debba per forza concentrare tutto in piazza Stradivari, saturandola con gli stand del Torrone. Visto l’enorme afflusso di persone, meglio sarebbe lasciare la piazza libera per il deflusso delle persone, dislocando invece gli stand in spazi più allargati. In questo modo il mercato si potrebbe svolgere regolarmente di mattina per poi lasciare nel pomeriggio, spazio libero ai vari momenti di intrattenimento della festa”.

A favore della ‘soluzione trovata dall’amministrazione “che potrebbe anche riservare piacevoli sorprese agli stessi ambulanti, in termini di introiti”, si è detto Filippo Bonali di Sinistra per Cremona. “Qui non si sta parlando di spostarli in viale Po come fu qualche edizione fa. Sbagliato fermarsi al singolo orticello di ogni commerciante”. E mentre Paolo Carletti, Psi, si augura che con il prossimo bando per l’organizzazione della festa si consultino per bene tutte le categorie, CarloAlberto Ghidotti, Forza Italia, propone una nuova commissione in cui possano essere ascoltati in viva voce anche loro, gli ambulanti, a cui invece oggi è stata negata la possibilità di intervento, come richiesto da Fasani.

g.b.

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