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Cremona Solidale, ultimatum di
Gipponi al presidente Arcaini per avere
delle risposte, poi partirà il ricorso Pd

AGGIORNAMENTO – Nuovi sviluppi sulla vicenda di Cremona Solidale. Secondo voci ben informate, infatti, sembra che l’ex direttore Gipponi abbia richiesto formalmente, attraverso lettera di un avvocato, al presidente Arcaini di conoscere le motivazioni che hanno spinto il cda alla sua sostituzione. Questi avrà otto giorni di tempo per rispondere. Trascorsi questi, se Gipponi non sarà soddisfatto, potrebbe passare direttamente al ricorso vero e proprio, portando tutta la vicenda su un piano giudiziario.

Sulla vicenda che in queste ultime settimane ha sollevato una vera e propria bufera politica, dopo la lettera dello stesso Gipponi al Cda dell’azienda, anche il Pd interviene ora a favore delle scelte aziendali. A prendere parola è Lia A Beccara, membro della segreteria cittadina e consigliere comunale. “L’ex direttore generale era stato assunto con contratto di diritto privato e a tempo determinato dal precedente consiglio di amministrazione; si sapeva, quindi, che alla scadenza del suo contratto il nuovo consiglio di amministrazione avrebbe potuto procedere alla nomina di un altro direttore. Cosa ben nota a tutti, lui compreso”.

Alla luce di questo, “il nuovo consiglio di amministrazione, con l’istituzione della selezione per la scelta del nuovo dg, ha deciso di effettuare una scelta di discontinuità con la gestione precedente, cosa che era assolutamente in suo diritto, consentita dalla natura privatistica del rapporto di lavoro del direttore dell’Azienda”. Per A Beccara, dunque, “Non si comprende a quale titolo il consigliere Fasani arrivi addirittura a chiedere la sospensione della nomina del nuovo direttore dell’Azienda Cremona Solidale, sulla base di illazioni che fanno pensare a un qualche complotto. Infatti, come ha evidenziato il presidente dell’Azienda Arcaini, la selezione è stata condotta ad ‘insindacabile giudizio del cda’, come descritto nel bando di selezione”.

Per quanto riguarda il fatto che Cremona Solidale prima dell’arrivo di Gipponi versasse in ‘condizioni disastrose’, come ha dichiarato il consigliere Fasani, A Beccare replica che “sono state le scelte politiche messe in atto a partire dal 2004 a permettere la risoluzione delle condizioni in cui versava il vecchio Soldi, condizioni primariamente strutturali. Solo grazie alla lungimiranza degli allora amministratori (tra cui l’attuale vicesindaco), fu possibile salvare 300 posti letto per i cittadini cremonesi. Solo grazie al progetto politico di allora venne data vita alla Fondazione Città di Cremona e all’Azienda Speciale Cremona Solidale, dando mandato alla Fondazione di realizzare due nuove strutture: senza questi interventi si sarebbero persi tutti gli accreditamenti per i posti letto collocati nella palazzina storica. Certo, il completamento della quarta palazzina ha poi consentito di implementare la capacità produttiva dell’Azienda attraverso l’aumento dei posto letto, condizione indispensabile per l’attuale equilibrio di bilancio. Basterebbe ricordare come invece la giunta precedente avesse pensato ad una privatizzazione del Cremona Solidale, pagando una consulenza per valutarne la possibilità”.

Polemiche anche sulla commissione di vigilanza convocata dal consigliere Marcello Ventura per discutere della questione. “Tra gli invitati a partecipare alla commissione vi è anche l’ex direttore Gipponi, che era uno dei candidati alla selezione in oggetto. Ma come, si convoca una commissione di vigilanza e si invita la persona primariamente coinvolta nella cosa? – si chiede A Beccara -. Come ci può essere un confronto libero su questa cosa? I componenti del consiglio di amministrazione devono sentirsi messi sotto esame per avere effettuato una scelta che era totalmente in loro diritto fare? Qual è il rispetto per le persone, in primis Gipponi, ma anche il nuovo incaricato, Emilio Tanzi? Infine, per rispondere alla dichiarazione di ieri del consigliere Giovetti, ben venga la lettura e l’informazione sugli atti… chiedo solo che una volta letti attentamente gli atti ci sia un ritorno, sia in caso di riscontro di errori, ma anche nel caso in cui emerga che le cose sono state condotte in maniera corretta e in pieno esercizio della propria libertà decisionale”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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