Cronaca
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Festa del Torrone, Carletti risponde a Ghidotti: 'No a nuove commissioni'

No ad una seconda commissione Turismo per parlare della Festa del Torrone e della questione del mercato. La risposta arriva dal presidente di Commissione Paolo Carletti ad una richiesta del consigliere comunale Carlalberto Ghidotti, il quale avrebbe voluto “dare voce alle Associazioni di riferimento al commercio mercatale in Cremona e verificare assieme le proposte ed i possibili punti di incontro con l’Amministrazione comunale”.

Carletti spiega il suo no evidenziando che “se qualche commissario avesse voluto ‘dar voce alle associazioni di riferimento al commercio mercatale’ aveva lo strumento formale per farlo: avrebbe infatti ben potuto chiedere che i referenti di dette associazioni venissero invitati alla seduta della scorsa settimana, nel qual caso questa presidenza avrebbe ovviamente dovuto accogliere tale sensata richiesta.

Visto che la Politica deve basarsi sul rigore, perché questo giustamente si aspetta l’elettorato da una classe dirigente, bisogna che si colgano attentamente i tempi e i modi giusti per le proprie istanze e allora questa Presidenza rileva la sconvenienza politica di convocare commissioni doppione laddove, lo ribadiamo, lo strumento per l’audizione dei rappresentanti delle associazioni degli esercenti era a disposizione di tutti i commissari la scorsa settimana, non certo chiedendo, come è stato fatto, che questi intervenissero dal pubblico, ma richiedendo a questa presidenza che si volessero invitare a tale scorsa seduta”.

Carletti si rivolge quindi alle associazioni, auspicando che “possano comprendere questa linea, che non vuole mettere il bavaglio a chi ha il sacrosanto diritto di esprimere interessi che coinvolgono, lo ripetiamo, non solo gli esercenti, ma lo scheletro del tessuto economico sociale della città, ma che vuole restituire un minimo di rigore alla politica. Resta la convinzione che l’amministrazione potrà e saprà dare un sensibile e sempre maggiore impulso ai rapporti politici che devono stringere il Governo di una città ai suoi principali attori economico sociali, affinché le decisioni dell’amministrazione abbiano sempre la maturità giusta per essere, se non condivise, almeno accolte e comprese”.

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