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Inceneritore, tavolo per il decommissioning. Chiesto incontro con l'assessore Terzi

Si è tenuto oggi in Regione un nuovo incontro del Tavolo regionale sul decommissioning dell’inceneritore di Cremona, con all’ordine del giorno l’audizione del Consorzio Leap, richiesto dal Comune di Cremona. Scopo di questa ottava riunione (il Tavolo è attivo da un anno) analizzare i dati dello studio presentato lo scorso 17 luglio in Aem Gestioni e alla Commissione consiliare Ambiente.

Presenti al Tavolo i membri previsti dal decreto regionale di costituzione, per il Comune di Cremona, la dirigente Mara Pesaro, l’assessore Alessia Manfredini, i tecnici dell’Amministrazione provinciale Andrea Azzoni e Barbara Pisaroni, oltre a diversi funzionari delle varie Direzioni di Regione Lombardia, la società Oikos (incaricata per la redazione del rapporto tecnico finale del Tavolo) e come uditore un collaboratore del consigliere regionale Carlo Malvezzi.

Non erano presenti i rappresentanti dell’Asl e dell’Arpa – Dipartimento di Cremona. Dopo la presentazione dei dati dello studio, vi sono state numerose domande da parte dei tecnici della Regione per capire i calcoli e le riflessioni fatte sugli scenari alternativi, nel merito del teleriscaldamento, sulle emissioni e le prospettive, anche alla luce dei continui aggiornamenti della bozza del decreto “Sblocca Italia”, con il confronto tra Stato/Regione previsto entro fine mese.

Sul tema del futuro dell’impianto di Cremona nei prossimi giorni è prevista la convocazione del tavolo tecnico interno di Lgh. Il Comune di Cremona ha inoltre chiesto un nuovo incontro con l’assessore regionale Claudia Terzi (l’ultimo risale al 4 agosto 2014 con il sindaco Gianluca Galimberti e l’assessore Alessia Manfredini) anche alla luce della dichiarazione rilasciata lo scorso 9 settembre.

L’assessore regionale, in una nota stampa, ha infatti dichiarato: “La strategia regionale portata avanti dal mio Assessorato ha previsto l’introduzione del concetto di ‘rete regionale impiantistica’ e l’assoluta volontà di mettere al primo posto la prevenzione, mirata alla minore produzione di rifiuti, e il potenziamento della raccolta differenziata, a discapito di discariche e termovalorizzatori. Rispetto a questi ultimi confermo che, non solo non sono previsti nuovi impianti, ma quelli più vecchi e impattanti, come Busto Arsizio e Cremona, potranno gradualmente essere dismessi”.

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