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Disservizi e ritardi, i pendolari lanciano una petizione online

Con l’inizio del nuovo “anno pendolare”, tornano i vecchi problemi: da inizio settembre ritardi, soppressioni e altri disservizi continuano ad essere all’ordine del giorno. A questo proposito, aderiscono anche i pendolari cremonesi (Coordinamento dei viaggiatori di linea Cremona-Brescia, inOrario della linea Milano-Cremona-Mantova e Cpc – Comitato Pendolari Cremaschi) alla petizione lanciata dal Comitato Pendolari Bergamaschi sulla piattaforma change.org. Una lettera in cui vengono chiarite le loro richieste, indirizzata alla Regione, al presidente Roberto Maroni e all’assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Trasporti Alessandro Sorte; i firmatari vogliono “dimostrare la propria esasperazione per la pessima qualità del servizio a loro offerto ogni giorno. Che si tratti di ritardi, soppressioni, pessima gestione dell’informazione a bordo e in stazione, fatiscenza e scarsa manutenzione dei mezzi, oppure tagli applicati e paventati al servizio regionale, i pendolari ogni giorno hanno la netta convinzione di pagare un servizio che di fatto non gli viene reso in modo quantitativamente e qualitativamente accettabile”. Per arrivare al Pirellone il documento ha bisogno di 5.000 sottoscrizioni, e ha già superato le 4mila.

“A fronte di questa situazione Regione Lombardia ha rinnovato un contratto di servizio a Trenord che non è stato in alcun modo condiviso con i rappresentanti dei viaggiatori, senza di fatto pretendere nulla in cambio e certamente non un vero miglioramento tangibile del servizio oppure un impegno in termini di manutenzione del materiale rotabile o ancora un piano di investimenti che scongiuri ulteriori peggioramenti e un taglio delle corse regionali” si legge nel documento.
“E’ inoltre necessario richiedere al gestore dell’Infrastruttura nazionale Rfi interventi mirati a migliorare la circolazione dei nodi e a Ferrovie Nord Milano investimenti economici diretti a migliorare i livelli di sicurezza attrezzando la Rete con sistemi che intervengano in particolari situazioni di criticità”.

Sono quattro i punti che riassumono le specifiche richieste dei viaggiatori: un serio programma di crescita e completamento del progetto del sistema ferroviario regionale, un serio programma di investimenti sia sulle infrastrutture che sui rotabili in linea, la trasparenza completa nel Contratto di Servizio con Trenord, un chiaro e netto coinvolgimento delle rappresentanze dei viaggiatori nella definizione degli obiettivi, gestione dei contratti di servizio, piena trasparenza dei dati e una soluzione definitiva per l’entrata in vigore completa degli aspetti Tpl della legge regionale 6/2012. “Desideriamo dunque che Regione Lombardia finalmente comprenda la necessità di lanciare una vera politica del trasporto pubblico e del suo sviluppo, in un’ottica di vera crescita e non di parole alle quali purtroppo non seguono reali fatti”.

Trenord, intanto, ha pensato di andare incontro alle esigenze dei pendolari creando una nuova app, Pendolari 2.0, che consente di comunicare direttamente con l’azienda, segnalando ritardi e disservizi in tempo reale, con la garanzia di ricevere una risposta. Una decisione che tuttavia non convince tutti, e in particolar modo Legambiente Lombardia. “Per un pendolare è un diritto sapere perché il treno è in ritardo o  viene soppresso,  per Trenord è un dovere non sopprimere quel treno e farlo marciare secondo l’orario previsto” esordisce il coordinatore regionale di Legambiente trasporti, Dario Balotta -. L’app per il controllo dei ritardi voluta da Trenord e progettata dal Politecnico e presentata in questi giorni per segnalare guasti e disagi sui convogli e dare risposte in tempo reale, nel migliore dei casi è un ‘panniccello caldo’. Nel peggiore dei casi invece la compagnia ferroviaria dà per scontato che questo andazzo durerà ancora per molti anni”.

Insomma, la soluzione dovrebbe essere quella di prevenire i ritardi, non di agevolarne la segnalazione. “Si continua a prendere atto di un servizio ferroviario inefficiente e si tende a farlo metabolizzare ai pendolari con qualche informazione in più. In tutta Europa non esiste una situazione simile. I treni circolano in orario per definizione e il ritardo o la soppressione dei treni sono eventi eccezionali. L’app nel vecchi continente serve per facilitare l’accesso ai servizi: orari e percorsi, orari integrati (autobus),  coincidenze, tariffe,  abbonamenti e acquisti on-line. E’ la stessa logica del bonus  diventato un meccanismo che  “istituzionalizza” il ritardo una foglia di fico dietro la quale  si nasconde Trenord  tanto è  la Regione che paga. Secondo il contratto di servizio Regione Trenord alla fine dell’anno anche  i costi del bonus sono coperti con i soldi pubblici. Mentre nelle aziende serie i costi di eventuali indennizzi ai consumatori se li accolla  management che ha sbagliato anche con conseguenze professionali sulla carriera fino al licenziamento. Nelle varie “Caporetto” di trenord non c’è mai stato un responsabile della pessima gestione messa in mostra. Morale: con diversivi come  app pendolari 2.0 o con il  bonus perpetuo il pessimo servizio è destinato a durare nonostante i proclami aziendali o della Regione Lombardia che né è proprietaria assieme alle Fs”.

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