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Esposto il violino 'Principe Doria' 1734 di Guarneri del Gesù

Da stamattina le collezioni del Museo del Violino si arricchiscono di un nuovo capolavoro: il violino “Principe Doria” 1734 di Giuseppe Guarneri del Gesù. Appartenente ad una collezione privata sarà esposto nell’ambito del progetto “friends of STRADIVARI”, network internazionale tra quanti amano la liuteria classica cremonese.
“Diamo il benvenuto  – ha esordito Paolo Bodini, presidente dei friends – al Principe Doria: sarà al Museo fino a gennaio, quando volerà a Phoenix per una mostra sulla tradizione liutaria cremonese. Ovviamente speriamo poi possa tornare qui”.
Sarà esposto nella sala Scrigno dei Tesori, nella teca dello Stradivari “Clisbee”, momentaneamente a Padiglione Italia in occasione di EXPO. “Ogni strumento di Guarneri – ha osservato Fausto Cacciatori, conservatore delle Collezioni MdV – è occasione per riabilitare la figura del liutaio, spesso adombrata da un’aneddotica fantasiosa, venta di tinte fosche. Invece i documenti ci raccontano una vita ordinaria e retta, tanto che fu perfino testimone testamentario di un sacerdote”.
Il restauratore e storico della liuteria Gregg Alf, membro del Comitato Scientifico del Museo, ha ripercorso la storia dello strumento. Il primo documento relativo al violino Principe Doria di Giuseppe Guarneri “del Gesù” risale al 1858, anno in cui lo strumento fu venduto da Jacquot, massimo esperto francese dell’epoca, alla famiglia Doria. I Doria, di origini spagnole e residenti a Tolosa da varie generazioni, furono proprietari di altri preziosi strumenti italiani.
Negli ultimi 150 anni il Principe Doria ha subito pochi passaggi di proprietà. Nel 1950 Rembert Wurlitzer cedette il violino a Leopold Godowsky Jr., figlio del grande pianista russo e co-inventore della pellicola Kodachrome. Dodici anni dopo fu acquistato dalla famiglia Lionel Perera per il giovane aspirante violinista Zvi Zeitlin. In una lettera del 1962, Rembert Wurlitzer scrisse che lo strumento era il migliore tra tutti i Guarneri da lui conosciuti, soprattutto per le sue qualità timbriche. Il professor Zeitlin lo utilizzò come violino da concerto per oltre quarant’anni, fino a quando fu acquistato dagli attuali proprietari che lo hanno temporaneamente affidato al Museo del Violino.
Il Principe Doria è ritenuto uno dei migliori violini da concerto di Guarneri “del Gesù”. Considerati i robusti spessori delle tavole, è possibile che la sua fama dipenda dal fatto di non aver subito nel corso del tempo, diversamente da altri strumenti antichi, interventi di riduzione e redistribuzione degli spessori. L’interno del fondo riporta infatti tracce originali della pialla a denti utilizzata da “del Gesù”.
Le straordinarie qualità timbriche dello strumento sono state confermate dalla breve performance di Massimo Quarta, già vincitore del Premio Paganini ed in questi giorni giudice del XIV Concorso Triennale. La varia scrittura di “Recitativo e Scherzo” di Kreisler ha permesso al solista di illustrare la duttile e ricca policromia espressiva del Guarneri.
Già in calendario due momenti di approfondimento al Museo del Violino: la mattinata di sabato 17 ottobre sarà dedicata ad un incontro di studio con Fausto Cacciatori e Gregg Alf mentre domenica 18, alle 11, nell’Auditorium Giovanni Arvedi, la violinista Lena Yokoyama ed il pianista Diego Maccagnola saranno protagonisti di una speciale audizione.
Il debutto cremonese del “Principe Doria” è stato accompagnato da un importante lavoro scientifico, con la pubblicazione di una dettagliata scheda tecnica con misure e fotografie a colori di grande formato. La cartella è in vendita al bookshop.

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