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Stato di agitazione alla Tamoil, chiesto incontro al sindaco

foto Sessa

Assemblea a porte chiuse oggi pomeriggio all’interno della Tamoil dove si sono ritrovati buona parte dei 48 dipendenti rimasti dopo la chiusura dell’attività di raffinazione. La notizia del licenziamento di quattro di loro è stata uno shock, un evento imprevedibile e drammatico che ha lasciato tutti di sasso anche perchè il dubbio forte è che questo possa essere solo l’inizio di un nuovo ridimensionamento di personale, dopo quello drastico conseguente alla chiusura della raffineria. I sindacati, con i quali Tamoil Italia aveva sempre collaborato nei difficilissimi mesi tra fine 2010 e inizio 2011, non sono stati coinvolti nella drastica decisione aziendale di lasciare a casa di punto in bianco due addetti al deposito e due impiegati della portineria.

L’assemblea di oggi è stato il primo momento di incontro tra maestranze e sindacato, rappresentato da Marco Arcari per la Cgil, Diego Volpi per la Cisl e Massimo Boschiroli per la Uil.  Presenti anche i quattro lavoratori licenziati, che per entrare hanno dovuto ricorrere a un badge da visitatori, essendo il loro già stato ritirato dall’azienda.

L’assemblea ha deciso all’unanimità di continuare  lo stato di agitazione (oggi era stato indetto sciopero) e di bloccare ogni attività che non sia di lavoro ordinario. Quindi: blocco degli straordinari, indisponibilità a cambi turno o sostituzioni e alla frequenza di corsi di formazione fuori orario di lavoro. Immediata anche l’attivazione dei livelli regionali dei sindacati e delle forze politiche del territorio, in primis  l’amministrazione comunale di Cremona: è già partita la richiesta di incontro con il sindaco Galimberti.

Questo il comunicato diffuso dalle segreterie provinciali di categoria di Cgil Cisl e Uil al termine dell’assemblea, durata oltre tre ore.

“I lavoratori del deposito Tamoil riuniti in assemblea in data odierna in seguito alla incomprensibile azione intrapresa dall’azienda di procedere al repentino imprevedibile licenziamento di 4 colleghi senza nessun preavviso, denunciano il profondo sconcerto per la mancanza di qualsiasi informazione o presentazione di progetti industriali, nonche’ passaggi di confronto sindacale come per altro sempre avvenuto in precedenti occasioni, (prova ne sia la recente passata sofferta vicenda della chiusura della raffinazione del 2011 e le conseguenti intese comunemente raggiunte); nell’esprimere la massima solidarietà ai colleghi colpiti da questo inqualificabile gesto che rende la situazione interna fortemente angosciante per tutti, manifestano la totale contrarietà a questo deprecabile provvedimento che suscita disorientamento e preoccupazione sia per l’atteggiamento che per la forma e le modalità utilizzate, prive di qualsiasi rispetto nel riguardo dei soggetti coinvolti che delle rappresentanze sindacali,  ma soprattutto di tutti i lavoratori che hanno sempre dimostrato massima collaborazione, disponiblità e dedizione professionale per la possibilità di una sostenibilità lavorativa in prospettiva.

Chiedono risolutamente all’azienda di ripensare la drammatica decisione e ritirare i licenziamenti riprendendo rapidamente la discussione tramite i canali delle relazioni sindacali abituali e ‘collaudate’ ricercando soluzioni che non prevedano esiti drastici. Oltre alle ore di sciopero già effettuate, per dare sostegno alle posizione espresse dichiarano la continuazione dello stato di agitazione, il blocco del lavoro straordinario, l’indisponibilità a cambi turno e/o sostituzioni, a frequentare corsi di formazione fuori orario di lavoro, ed ogni altra variabile legata alla dinamica complessiva riguardo alla gestione degli orari, dando inoltre mandato alle o.o.s.s. di procedere nel coinvolgimento dei vari livelli sindacali territoriali regionali , nazionali e attivare ogni funzionale intervento nei confronti dei soggetti istituzionali, politici, interessati alla gestione del complicato evento. approvato all’unanimità”.

Giuliana Biagi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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