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Spending Review: associazioni unite per salvare la Camera di Commercio

A seguito degli ormai quasi certi accorpamenti di Prefettura, Questura e Asl cittadine agli uffici omologhi di Mantova, e forse alla perdita del comando dei vigili del fuoco, le associazioni di categoria fanno quadrato per evitare di perdere anche la Camera di Commercio. Attorno ad essa, infatti, già da mesi ruotano voci di razionalizzazione che potrebbero coinvolgere gli enti camerali.

E’ in corso proprio in questi minuti una riunione presso la sede dell’Associzione Industriali per fare il punto della situazione e capire come le associazioni di categoria sedute al tavolo (oltre ad Assoindustriali, Api, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, e naturalmente, la Camera di Commercio) rappresentate dall’ente di piazza Stradivari, possano, lanciando un appello e facendosi sentire fino a Roma, garantire la presenza del presidio cittadino. Tutto finisce a Mantova, ma che almeno l’ente camerale rimanga a Cremona: questa è la sintesi del pensiero del mondo produttivo cremonese.

Uno scenario, quello che si profila all’orizzonte per gli enti camerali, deputati alla tenuta e all’aggiornamento del registro delle imprese, che risponderebbe ad una esigenza di riduzione per i tagli alla spesa pubblica decisi dal Governo Renzi.

Da mesi si parla dell’ipotesi di un’aggregazione di Cremona (che non sfiora nemmeno lontanamente le 80mila imprese iscritte, requisito minimo previsto dalla legge) con le altre province del sud Lombardia: Pavia, Lodi e Mantova, tutte sottodimensionate. Ma sulle aggregazioni, con una città piuttosto che con un’altra, non ci sarebbe una linea comune delle associazioni. Insomma, la revisione degli enti camerali è già partita, gli accorpamenti sono inevitabili, quello che il mondo delle imprese cremonese chiede ad una sola voce è che la sede della futura Camera di Commercio resti a Cremona.

Simone Bacchetta

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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