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Inceneritore: Malvezzi 'Basta rimpalli, il Comune decida'

“È veramente bizzarro il tentativo delle Associazioni ambientaliste e dei rappresentanti del PD di spacciare per novità ciò che novità non è. La lettera dell’Assessore Terzi ribadisce quanto contenuto nel Programma Regionale di gestione dei rifiuti solidi urbani e nulla dice rispetto alla dismissione del nostro impianto di incenerimento. L’amministrazione Galimberti decida: se ne è in grado tocca a lei e alla proprietà dell’impianto disporne lo spegnimento nei tempi promessi, assumendosi tutte le responsabilità delle ricadute di questa scelta”.
Lo ha detto Carlo Malvezzi, consigliere regionale del Nuovo Centrodestra, a proposito della lettera delle associazione ambientaliste e su quanto affermato dall’assessore regionale all’Ambiente, Claudia Terzi.
“Il Programma Regionale di gestione dei rifiuti solidi urbani – spiega Malvezzi –, approvato a giugno 2014 dal Consiglio Regionale, si ispira  ai principi di autosufficienza (ogni Regione deve trattare i propri rifiuti urbani) e prossimità (il ciclo di gestione dei rifiuti urbani deve essere prossimo al luogo della loro produzione) previsti dal decreto legislativo 152/06. Proprio perché la Lombardia è autosufficiente  e ha una capacità di incenerimento superiore alla quantità prodotta, il piano prevede un progressivo spegnimento degli impianti più obsoleti, fermo restando che le scelte specifiche competono al soggetto proprietario (nel nostro caso Lgh, di cui il comune di Cremona detiene soltanto il 30%). Trattandosi infatti di impianti industriali gli operatori devono tenere conto degli investimenti fatti, degli ammortamenti residui e di molti altri elementi fino all’impatto ambientale (che nel nostro caso è stato valutato positivamente), perché si tratta di denaro pubblico, cioè dei cittadini”.
Malvezzi precisa che “Regione Lombardia si è opposta all’art.35 dello Sblocca Italia, ed anche al recente schema di Decreto predisposto dal Governo, perché impone alla Lombardia di incenerire i rifiuti di altri territori fino al massimo della sua capacità residua, ben sapendo che in alcune zone del nostro paese ancora l’80% dei rifiuti urbani viene conferito in discarica. Tutto ciò a causa della negligenza con cui molte regioni, per lo più targate centrosinistra, hanno da sempre trattato il tema rifiuti, al contrario della Lombardia”.
Il consigliere di NCD si sofferma anche sull’atteggiamento della giunta Galimberti: “All’interno di questo scenario si colloca la strampalata posizione del comune di Cremona che ha promesso ai cittadini di dismettere l’impianto entro giugno 2017. Una prospettiva smontata scientificamente dallo studio LEAP, che ha impietosamente svelato l’impercorribilità di quella strada, salvo generare ingenti danni all’erario pubblico e agli stessi cittadini. Il tempo delle chiacchiere e dei rimpalli è finito. L’amministrazione Galimberti decida: se ne è  in grado tocca a lei e alla proprietà dell’impianto disporne lo spegnimento nei tempi promessi, assumendosi tutte le responsabilità delle ricadute di questa scelta. Gli amministratori di centrosinistra non cerchino di salvarsi la faccia facendo credere che altri dovranno assumere questa decisione al loro posto”.
Da ultimo una domanda: “Riconoscendo il primato della tutela della salute pubblica, rispetto al quale sono state fornite solide prove del rispetto delle leggi vigenti da parte dei diversi enti preposti ai controlli ambientali, a chi giova dismettere un assetredditizio di una società partecipata dal Comune di Cremona (Lgh) alla vigilia di una possibile fusione con A2A? Credo sia giunto il momento che qualcuno, dentro e fuori il Palazzo Comunale, risponda e vigili”.

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