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Il nuovo d.g. di Cremona Solidale atteso alla prova da sindacati e opposizioni

Il nuovo dg. di Cremona Solidale, Emilio Tanzi, accanto alla vicepresidente Cristina Manfredini, alla prima uscita pubblica in occasione della Giornata aperta della Fondazione Città di Cremona.

Il nuovo direttore di Cremona Solidale, Emilio Tanzi, atteso al varco, per differenti ragioni, dai lavoratori e dalle forze politiche di opposizione, che sulla sua nomina hanno messo in piedi da agosto una accesa campagna tesa a metterne in dubbio la legittimità. Giovedì prossimo, 22 ottobre, si terrà una nuova commissione Vigilanza, convocata da Marcello Ventura, alla quale lo stesso Tanzi è stato invitato insieme a tutto il Cda, per spiegare ai consiglieri strategie e piano programma.

“Lo abbiamo invitato per spiegarci quali siano le sue intenzioni riguardo progettualità e piano programmatico di Cremona Solidale per il primo anno di mandato”, afferma Ventura. “Credo che dopo 22 giorni dall’insediamento, sappia già dove si trova e cosa debba fare”.

Su un versante diverso, i rappresentanti dei lavoratori attendono di essere convocati – al massimo entro inizio novembre – per capire in quale direzione l’azienda intenda muoversi riguardo “questioni che da troppo tempo sono in stallo”, come spiega la responsabile della Fp Cgil Sabrina Negri. “Abbiamo incontrato il nuovo direttore, gli abbiamo sottoposto alcune questioni nell’ambito del tavolo di trattativa che è quello che ci compete. Ha preso tempo, intende relazionarsi con i vari profili presenti in azienda. Ci sono una serie di cose in sospeso per le quali abbiamo alte aspettative e attendiamo risposte”. Su cosa, ad esempio? “Produttività 2014 – 2015, organizzazione del lavoro, turni, ore straordinarie”, tanto per dirne alcune. Problemi di sempre, che quest’anno si intrecciano con i cambiamenti posti in atto da Regione Lombardia che sta riorganizzando il settore del welfare. In particolare, è il destino dell’Idr (la riabilitazione che si svolge nella palazzina Azzolini, l’attività più remunerativa per l’azienda) che preoccupa sul piano della tenuta dei conti e quindi sulle ripercussioni sui lavoratori.

g.biagi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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