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Smog attorno alle scuole, tempi non ancora maturi per scelte drastiche

Depositata ormai l’inverno scorso, durante i tradizionali picchi di inquinamento, è giunta finalmente ad un dunque la mozione dei consiglieri Filippo Bonali (Sinistra per Cremona) e Stefania Telli (Fare nuova la città), che chiede al Comune di intensificare i provvedimenti antismog. Venerdì se ne è parlato in commissione Ambiente (dove c’erano altri due punti all’ordine del giorno): il testo verrà riscritto sulla base della discussione svolta e trasformato in ordine del giorno da votare in consiglio comunale. Il passaggio in commissione è stato criticato dal consigliere di Forza Italia Ghidotti, perché non conforme al regolamento: d’accordo con lui anche la presidente di commissione Francesca Pontiggia, Pd. Di certo il tempo stringe, se davvero si volesse impegnare la giunta e il sindaco ad adottare provvedimenti più incisivi per la lotta allo smog, leit motiv di tutti gli autunni – inizio inverno e di tutte le amministrazioni. In apertura di argomento, l’assessore all’Ambiente Alessia Manfredini ha fornito dati che mostrano un miglioramento sul fronte delle centraline di rilevamento: nel 2015  finora ci sono stati solo 46 superamenti di pm10 al quartiere Zaist e 44 a Cadorna; lo scorso anno furono in tutto 71 e 52; nel 2013 78 e 73; nel 2011 109. Miglioramenti che la stessa Manfredini attribuisce soprattutto alle condizioni meteo, anche se indubbiamente uno svecchiamento nel parco macchine c’è stato. Lo stesso comandante della Municipale Franco Sforza, ha assicurato che ormai i motori Euro Zero sono una rarità nel territorio comunale. I controlli effettuati dal Comune sugli impianti termici proseguono stringenti, ha spiegato Manfredini (circa 2000 all’anno, ossia l’8% del parco impianti attivi, contro il 5% imposto dalla normativa regionale) e con l’obiettivo di arrivare a 2200. Inoltre: azioni con i comuni della cerchia, nell’ottica dell’Area vasta, per concordare azioni comuni.

Tra i punti di forza della mozione di Bonali-Telli  c’era la richiesta di divieti più stringenti per i mezzi a motore attorno agli edifici scolastici nelle ore di entrata ed uscita dei bambini. In pratica – si leggeva nel testo originario della mozione  – “adottare, discutendone nell’ambito del nuovo piano della sosta e della mobilità in corso di definizione, misure di limitazione del transito nelle zone a traffico intenso e concentrato di fronte alle scuole, dove vi sono spesso i soggetti più deboli (bambini che frequentano e anziani che accompagnano) e dove vige la cattiva abitudine di molte persone di arrivare fino all’ingresso della scuola con l’automobile con il risultato di creare inutili ingorghi, alta pericolosità e continua intensa produzione di smog; si chiede di valutare, insieme agli organi scolastici e alle rappresentanze dei genitori, la possibile estensione della chiusura temporanea, come già avviene nei pressi di alcuni plessi scolastici (esempio: via Corte), secondo le modalità più opportune, in base anche agli altri vincoli viabilistici”. 

Su questo tema sembra evidente che i tempi non sono ancora maturi, lo stesso Bonali commenta che “occorrerà prendere accordi scuola per scuola, valutando le varie esigenze e i diretti interessati”. Insomma, sarà impossibile varare provvedimenti che salvaguardino allo stesso modo i polmoni di tutti i ragazzi, a prescindere da quale scuola frequentino, siano scuole di periferia o di  centro città. Un inizio di regolamentazione del traffico lo si avrà probabilmente a breve al quartiere Po, attorno alla media Virgilio, nell’ambito della rivisitazione della viabilità complessiva della zona. Ma in aree più difficili da gestire, come via Plasio – piazza S. Agostino, via Jacini, è ancora tutto da impostare.

Giuliana Biagi

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