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Tre finti carabinieri in manette, indagini sui colpi nel Cremonese

I carabinieri di Pavia la scorsa notte, nel corso di mirata attività investigativa, hanno arrestato tre uomini accusati di essersi presentati come finti carabinieri e di aver messo a segno diversi furti o tentati furti in abitazione tra Bergamo e Brescia e a Camisano, nel Cremasco. Sui tre c’è anche l’attenzione del Nucleo investigativo di Cremona (in collaborazine con i colleghi pavesie e lodigiani): sono infatti indagati per diversi reati analoghi commessi nella provincia cremonese. In manette per furto aggravato e continuato in abitazione Alessandro De Rossi, classe 1962, residente ad Asti, Arturo Cena, classe 1984, residente ad Asti, e Stentardo Giastin, classe 1985, anche lui residente ad Asti. Nel pomeriggio di giovedì i tre secondo i militari dell’Armahanno messo a segno cinque furti e tentato due colpi nei comuni di Caravaggio (BG), Camisano (CR), Rudiano (BS), Urago d’Oglio (BS) e Pontoglio (BS), asportando numerosi monili in oro, diversi orologi, due televisori e denaro contante per oltre 9mila euro. Stando al quadro accusatorio in due circostanze, i medesimi, al fine di carpire la fiducia delle ignare vittime, si sono qualificati come carabinieri, esibendo dei falsi distintivi, così da introdursi all’interno delle abitazioni senza alcun ostacolo e indurre i malcapitati a mostrare il denaro e gli oggetti di valore in loro custodia. I carabinieri di Pavia, dopo aver accertato la commissione dei delitti, hanno intercettato l’autovettura su cui viaggiavano, un’Audi S6 Avant blu, con la targa contraffatta DV271EL, e hanno bloccato il trio. A seguito della perquisizione veicolare e personale, i carabinieri hanno rinvenuto interamente la refurtiva, unitamente a un lampeggiante magnetico blu, cinque radiotrasmittenti, quattro bombolette spray urticante, una placca colore argento con fiamma e scritta “carabinieri”, un porta tesserin contenente un documento militare verosimilmente contraffatto, alcune targhe alterate, dei passamontagna, alcuni guanti in lattice e da carpentiere, nonché vari grimaldelli e strumenti per effrazione, tra cui due flessibili. Quanto rinvenuto, sequestrato, sarà debitamente custodito presso il Reparto operativo dell’Arma di Pavia, in attesa del riconoscimento e della successiva restituzione ai legittimi proprietari. L’autovettura, anch’essa oggetto di sequestro, è risultata riverniciata, con targa effettiva intestata ad una società di Milano. Le indagini proseguono, dirette dal sostituto procuratore Paolo Mazza e coordinate dal procuratore aggiunto Mario Venditti della Procura di Pavia, al fine di accertare l’eventuale coinvolgimento degli arrestati in altri reati già commessi in diverse province lombarde.

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