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Case popolari, muore 60enne
Merli: 'Era da un anno senza utenze'
L'assessore Platè: 'Bisogna collaborare'

E' polemica da parte di alcuni membri di un comitato di Cremona nei confronti dei servizi sociali, dopo la morte di un 60enne residente nelle case popolari di Borgo Loreto.

di Laura Bosio

E’ polemica da parte di un comitato cremonese che si occupa di disagio sociale di Cremona nei confronti dei servizi sociali, dopo la morte di un 60enne residente nelle case popolari di Borgo Loreto. “Da oltre un anno viveva senza le utenze, che gli erano state tagliate in quanto non in grado di pagare le bollette” denuncia Sandro Merli, del Comitato, che ha seguito la vicenda in prima persona. “Non ha voluto essere aiutato dal Comitato, era una persona schiva. Ma avrebbe dovuto essere aiutato dal Comune”. L’uomo non è morto di freddo o di qualcosa che fosse correlato alla mancanza delle utenze, ma, secondo il Comitato, “avrebbe potuto avere una qualità di vita migliore se solo fosse stato seguito bene”.

Grande è la polemica del Comitato nei confronti del Comune e soprattutto dei servizi sociali. “E’ il quarto cittadino che muore al freddo nella nostra città. E’ una situazione che non possiamo tollerare e ci muoveremo per fare chiarezza. Chiederemo le dimissioni di chi non ha saputo gestire queste situazioni. Se vogliono arrivare allo scontro, noi siamo pronti”.

L’appello va anche a coloro che si trovano in difficoltà: “Abbiamo un pacchetto di tutele legali per aiutare chi si trova in situazioni difficili, soprattutto per coloro che in questi giorni stanno ricevendo degli avvisi da società di recupero crediti per le utenze non pagate. Il problema riguarda in larga misura chi vive nelle case popolari e si trova allacciato al teleriscaldamento. Si tratta di bollette non legali, per le quali si può fare ricorso, ed è importante che la gente lo sappia”.

Pronta la replica dell’assessore ai Servizi Sociali, Mauro Platè: “Purtroppo i casi critici sono in forte aumento. Anche per questo stiamo cercando di investire il più possibile negli aiuti a soggetti in difficoltà, anche se le richieste sono infinite”. L’assessore conosce il caso del 60enne, che da tempo era seguito dai servizi. “Abbiamo anche stanziato degli aiuti consistenti per lui, una persona con forti problematiche, di vario genere. Tuttavia egli non ha mai segnalato ai nostri uffici il problema delle utenze tagliate”.

Il problema, secondo Platè, è che “non venga mai meno il rapporto di questi soggetti fragili con i servizi sociali”. Cosa che invece secondo l’assessore spesso accade, soprattutto quando si ha a che fare con persone particolarmente schive. Platè invita quindi alla collaborazione anche i vari gruppi e comitati che si occupano di queste situazioni: “Credo sia molto importante che vi siano dei gruppi che lavorano in questo senso. Ma credo che sia altrettanto importante una collaborazione con i servizi sociali, per lavorare insieme”.

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