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Conapo (Vigili del Fuoco):
'Le circolari del Viminale
non bastano per la sicurezza'

Appello del sindacato autonomo Conapo: “Non ci può essere nessun innalzamento di livello di attenzione o risposta ad eventuali azioni terroristiche senza risorse strumentali e finanziarie".

E’ previsto per oggi un nuovo vertice in Prefettura tra istituzioni e forze dell’ordine per monitorare la situazione dopo l’attentato di Parigi. Rafforzati i controlli soprattutto in vista delle grandi manifestazioni di massa, ma la situazione degli organici è quella che è. Facendo seguito ad altre esternazioni del recente passato, ieri Giorgio Folleghi, responsabile provinciale del Conapo (la sigla sindacale autonoma che rappresenta buona parte dei Vigili del Fuoco) è tornato sull’argomento sicurezza e tagli nella pubblica amministrazione.

“Non ci può essere nessun innalzamento di livello di attenzione o risposta ad eventuali azioni terroristiche senza risorse strumentali e finanziarie – afferma Folleghi –  non bastano le circolari del Viminale, spedite di notte, a rimettere in piedi la Difesa Civile dei Vigili del Fuoco dopo un decennio di tagli
su tutti i fronti”
“Tutto quanto creato dopo l’11 settembre del 2001 in merito alla Difesa Civile, nello specifico delle misure da attuare in difesa della popolazione in caso di attacchi terroristici, è stato lentamente vanificato dai continui tagli voluti dai vari Governi che si sono succeduti d’allora fino ad oggi”. Folleghi descrive la situazione come disastrosa: “Mancano finanziamenti a 360 gradi; non si sostituiscono gli automezzi e le strumentazioni; quelli esistenti, ormai vecchi, vengono riparati in tempi lunghissimi o non vengono riparati affatto; i materiali in scadenza vengono solo parzialmente rimpiazzati determinando una continua emorragia nelle scorte; in ultimo, ma non per ordine di importanza, poniamo l’attenzione sulla formazione del personale, impossibilitato ad organizzare una formazione mirata sulla materia poiché l’amministrazione – sempre più a corto di risorse – è costretta a chiedere retraining formativi
durante l’orario di lavoro nonostante il personale in servizio ogni giorno sia talvolta appena sufficiente a garantire l’ordinaria attività di soccorso.
Siamo comunque pronti, nel caso se ne presentasse la necessità, a fare la nostra parte nell’ordinario come nell’inauspicabile straordinario. Siamo e saremo pronti come i nostri colleghi a Parigi, a Londra, a Madrid e a New York. Siamo e saremo pronti come a Bologna, a Capaci, in via D’Amelio o in via Palestro a Milano, dove abbiamo perso 3 colleghi e lo siamo e saremo come nelle calamità naturali che arrivano anch’esse senza preavviso.
Siamo pronti, ma con la consapevolezza che la tendenza alle riduzioni di spesa nel capitolo sicurezza vada invertita, mettendo sul campo risorse finanziarie ed umane, atte a farci affrontare le nuove sfide posteci nel migliore dei modi possibile.
Facciamo dunque ancora una volta appello alle forze politiche, in questa fase di discussione della legge di stabilità finanziaria, di porre particolare riguardo alla sicurezza e al soccorso pubblico. A noi, in mancanza di questo, non resterà altrimenti che pregare Santa Barbara”.

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