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Da parroco di S.Severino
a vescovo di Cremona:
ecco chi è mons. Napolioni

AGGIORNAMENTO - Grande sorpresa tra il clero cremonese presente nella cappella di Santo Stefano, alla lettura data da mons. Lafranconi, del decreto di nomina del nuovo vescovo di Cremona. Quello di don Napolioni è un nome del tutto sconosciuto, come sconosciuta è la diocesi di Cremona al diretto interessato.
Monsignor Napolioni (foto da Corriere adriatico) e la preghiera in mattinata a Palazzo vescovile

AGGIORNAMENTO – Grande sorpresa tra il clero cremonese presente nella cappella di Santo Stefano, alla lettura data da mons .Lafranconi, del decreto di nomina del nuovo vescovo di Cremona. Quello di don Napolioni è un nome del tutto sconosciuto, come sconosciuta è la diocesi di Cremona al diretto interessato. Lo afferma lo stesso nuovo Vescovo, nella lettera di saluto inviata questa mattina in Curia e diretta a tutta la comunità cremonese: “Papa Francesco, il successore di Pietro, ha chiamato un parroco dall’antica Chiesa di Camerino – San Severino Marche per guidare nella carità la bella diocesi di Cremona. Sembra incredibile! Veramente la realtà è superiore alle nostre idee, ai nostri schemi …”.

“Non sono mai stato a Cremona – aggiunge poi don Napolioni – né in alcun altro luogo della Diocesi, ma una certa geografia padana mi è familiare dagli anni della formazione, in cui mi accompagnarono a lungo gli scritti di don Primo Mazzolari. Seguirò con passione l’iter della sua auspicata beatificazione. Profeticamente egli auspicava che ‘niente è fuori della paternità di Dio, niente è fuori della Chiesa’”. Il nuovo Vescovo, sempre nella sua lettera di saluto, professa di intendere svolgere il suo mandato con “grande rispetto per il pluralismo contemporaneo” e improntato al dialogo con le persone e le istituzioni.
Un accenno anche al santo patrono di Cremona di cui proprio tre giorni fa si è celebrata la festa: “Il vescovo non è certo un’autorità mondana, ma un umile segno della passione cristiana per tutto ciò che è umano. La figura di sant’Omobono continui ad ispirare la formazione di un laicato che sappia spendersi anche nella cura della casa comune (…)”.
In pratica, la successione non è immediata, don Napolioni riceverà la consacrazione a Vescovo direttamente nella Cattedrale cittadina, in una data ancora imprecisata. Monsignor Dante Lafranconi è stato nominato infatti “amministratore apostolico della chiesa cremonese da oggi fino al giorno in cui il suo Successore prenderà possesso canonico”. Lafranconi resta quindi i possesso di tutti i suoi diritti e doveri. Decadono invece le cariche direttamente attribuite dal vescovo uscente, tra cui quella di vicario episcopale.
Mons. Dante ha confermato che intende restare a risiedere a Cremona d’ora in avanti, rendendosi disponibile a nuove forme di collaborazione pastorale “anche se naturalmente non in questa sede”, ha detto nell’accomiatarsi dai giornalisti in Curia.

Monsignor Antonio Napolioni, nato a Camerino, in provincia di Macerata, l’11 dicembre 1957, è parroco da appena cinque anni di San Severino Vescovo, a San Severino Marche, oltre che dal 1991, vicario episcopale dell’arcidiocesi di Camerino. E’ stato ordinato sacerdote il 25 giugno 1983. Dopo la maturità classica e due anni di Giurisprudenza all’Università statale di Camerino, è entrato nel Seminario Regionale di Fano, dove ha compiuto studi classici. Poi la formazione accademica a Roma, alla Pontificia università Salesiana, con dottorato in Teologia e specializzazione in Pastorale giovanile e Catechetica.

E’ stato direttore dell’Ufficio catechistico diocesano dal 1983 al 1993. Assistente ecclesiastico regionale Agesci dal 1986 al 2991, assistente nazionale Agesci dal 1992 al 1998, vicario episcopale per la Pastorale dal 1991 a oggi, vicerettore del Pontificio seminario regionale marchigiano Pio XI, ad Ancona, dal 1993 al 1998, rettore del medesimo seminario dal 1998 al 2010, direttore del Centro regionale vocazioni delle Marche dal 2006 al 2010, docente di Teologia pastorale e Catechetica nel Pontificio istituto di Pastorale della Pontificia università lateranense dal 1993 al 2001 e dal 2010 a oggi parroco della parrocchia di San Severino vescovo a San Severino Marche. Dal 5 gennaio 2005 è cappellano di Sua Santità.

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