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Consiglio comunale,
nel nuovo regolamento
un regalo ai 'dissidenti' Pd

La modifica al regolamento comunale consentirà ai due consiglieri dissidenti del Pd, Fiamma e Chiappani, di avere un rappresentante in ogni commissione.

Caduta nel dimenticatoio dopo la bufera di inizio anno, la questione dei due consiglieri comunali del Pd passati nel Gruppo Misto (Renato Fiamma e Carla Chiappani) ha da oggi una soluzione. L’hanno trovata, dopo un intenso lavoro, gli uffici della Presidenza del Consiglio comunale, con la modifica del regolamento nella parte in cui viene disciplinata la costituzione dei gruppi consigliari e la composizione delle commissioni. In pratica, con una delle modifiche ai primi trenta articoli del regolamento approvata lunedì scorso, il Misto viene suddiviso in due ‘correnti’, una di maggioranza nella quale confluiscono i consiglieri eletti tra le forze che avevano sostenuto il candidato sindaco vincente; e una di minoranza, che sosteneva cioè il candidato risultato perdente. Ora ciascuna delle due correnti ha il diritto di esprimere un membro per le varie commissioni consigliari (cultura, bilancio, ambiente, ecc) pertanto tutte quelle costituite all’indomani della vittoria del centrosinistra verranno rifatte inserendo un membro in più. Il problema si era posto per la prima volta in questa legislatura perchè i due consiglieri del Pd avevano scelto di transitare nel Misto, gruppo fondato da Alessio Zanardi, proveniente da Obiettivo Cremona con Perri, quindi dalla minoranza. Poco dopo si era aggiunto un altro componente di minoranza, Marcello Ventura, ex Forza Italia. Ventura se ne era uscito essendo nel frattempo tornato al suo partito orginario pre-Pdl, Fratelli d’Italia.

“Siamo arrivati ad una soluzione soddisfacente per tutti dopo numerosi incontri in ufficio di presidenza”, spiega la presidente del Consiglio Simona Pasquali,  “seguendo anche quanto è avvenuto in altre città. Abbiamo agito secondo i criteri dello statuto Comunale che suggeriscono il criterio della massima rappresentatività. Mi ha fatto piacere che le modifiche approvate abbiano ricevuto consenso unanime, con una sola astensione in Consiglio, in caso contrario mi sarei trovata in grosse difficoltà”.

A beneficiare immediatamente della modifica sono appunto i due consiglieri Fiamma e Chiappani che da tempo chiedevano di poter partecipare alle commissioni. Sono invece soprattutto i gruppi di minoranza a beneficiare di un’altra modifica regolamentare, quella che dà diritto a tutti i capigruppo consigliari di poter sedere nelle varie commissioni, in caso di impedimento del membro designato e di assenza del supplente. Questo avvantaggia soprattutto i gruppi di medie dimensioni (quindi tutti quelli di minoranza ad eccezione di Ncd e M5S con un solo componente, situazione nella quale si trova anche Sinistra per Cremona) che rischiano di non avere rappresentanza nelle sedute. “Siamo arrivati a questa scelta – spiega Pasquali – perchè oggi, con la situazione del mondo del lavoro, è obiettivamente più complicato di una volta riuscire a presenziare alle sedute. Anche in questo caso ci siamo ispirati al criterio della massima rappresentatività. Queste e le altre modifiche che seguiranno al regolamento, derivano dalle criticità che emergono di volta in volta, oltre che dagli adeguamenti alle nuove normative: è importante che le regole del gioco vengano  condivise, perchè appartengono a tutti”.

In sostanza  sono state apportate modifiche ai primi trenta articoli del regolamento, ma il  lavoro è  ancora lungo per aggiornare il testo risalente agli anni Novanta e invecchiato sia rispetto agli usi che alle leggi nazionali (Tuel). Tra le modifiche più curiose, quelle che riguardano i rimborsi per le spese dei gruppi consigliari. In ossequio ai tempi, sono state abolite le spese di rappresentanza e il budget destinato alle fotocopie che ormai non fa più nessuno. Mentre è stato inserito, in accordo con l’assessore alla Trasparenza Rosita Viola, l’obbligo di pubblicare le spese sostenute alla fine di ogni anno sul sito internet del Comune.

g.biagi

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