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Il diario di prigionia del
cremonese Giuseppe Ferrari,
presentazione in Comune

Campo di concentramento di Stutthof (Danzica)

In occasione del progetto culturale promosso dal Comune di Cremona Memoria per la Pace e l’Europa, a 70 anni dalla Liberazione, viene pubblicato, su iniziativa dei figli, il diario inedito di prigionia (Danzica 1943-45) del cremonese Giuseppe Ferrari, doveroso omaggio di memoria rivolto a tutti coloro che vissero quei drammatici eventi.

L’opera, dal titolo Gioverà aver ricordato anche questo, verrà presentata in un incontro pubblico martedì 1° dicembre 2015, alle ore 16, nella Sala dei Quadri di Palazzo Comunale. Interverranno il sindaco Gianluca Galimberti, Enrico Maria Ferrari, Renzo Rebecchi, Fabrizio Superti ed Ilde Bottoli. Sarà un’occasione non solo per ripercorrere le differenti vicende che hanno riguardato il destino personale di Giuseppe Ferrari, nel periodo 1943-45, ma anche per inquadrare storicamente gli eventi raccontati nel diario e attualizzarli nel tempo presente.

Scrive tra l’altro il sindaco Gianluca Galimberti nell’introduzione al libro: “Dobbiamo ritrovare il senso della storia. Abbiamo delle traiettorie di futuro da disegnare per il nostro territorio, per il nostro Paese e per la nostra Europa che deve essere il nostro orizzonte. Un’Europa capace di dire cose differenti nel mondo per una politica di giustizia e di pace. La Liberazione, 70 anni dopo, ci consegna di nuovo questa responsabilità: costruire dentro la nostra comunità un nuovo mondo di relazione e di giustizia. Fare e costruire comunità. Ciò dipende da ognuno di noi. Siamo tutti cittadini di una nazione che fa memoria e che recupera consapevolezza di costruire memoria. L’antifascismo è uno dei fondamenti della nostra bellissima Costituzione che nel 2016 festeggia l’anniversario dell’elezione dell’Assemblea, la Costituente, che l’ha sapientemente generata. Anche leggendo i giorni drammatici di Giuseppe Ferrari, costruiamo una memoria condivisa di una comunità unita, radicata proprio nella nostra bellissima Costituzione che è viva e nelle sue radici ed è aperta all’incontro con altre culture”.

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