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Ciclabile di Cava: ok variante Pgt
Via ai lavori in febbraio,
conclusione in autunno 2016

A febbraio 2016 è previsto l'avvio lavori per il primo lotto della ciclabile lungo via Milano, mentre per il secondo lotto dovrebbero essere sufficienti altri due mesi, quindi con inizio in primavera 2016. Giusto in tempo per completare i lavori entro l'anno.
foto Sessa

Non è la prima volta che si annuncia l’inizio del cantiere per la ciclabile di Cavatigozzi, ma forse si tratta di quella buona. A febbraio 2016 è previsto l’avvio lavori per il primo lotto (tratto Centro sportivo Stradivari – via Picenengo), mentre per il secondo lotto (poco distante dalla palestra) dovrebbero essere sufficienti altri due mesi, quindi con inizio in primavera 2016. Giusto in tempo per completare i lavori entro l’anno, e quindi entro il termine di tre anni fissati nella convenzione tra Comune e il privato (I.I.C. degli architetti Persico, la società che sta recuperando il palazzo dell’ex distretto militare di via Colletta) per completare tutta l’opera.

L’aggiornamento sulla tempistica è arrivato oggi dall’assessore all’Area Vasta Andrea Virgilio in commissione territorio, convocata per riferire sull’esito delle osservazioni alla variante puntuale al Piano dei Servizi e delle Regole del Pgt adottata a luglio. Nessuna osservazione è giunta entro i termini stabiliti (23 ottobre) ed ora può veramente partire la fase esecutiva degli espropri, relativi ad una fascia di terreni agricoli adiacenti alla Codognese su cui insisterà il secondo tratto. La variante al Pgt si era resa necessaria perchè l’amministrazione Galimberti ha modificato il tracciato originario, giudicato non idoneo a garantire sicurezza del percorso a pedoni e ciclisti. La spesa per la realizzazione dell’opera è di 1.304.636 di euro, quasi 200 mila euro in meno rispetto ai 1.500.000 approvati precedentemente a causa dell’eliminazione di lavori ai sottoservizi.  Una parte dei lavori, per 719.212 euro sarà affrontato appunto dalla IIC come da convenzione.

Coda polemica alla presentazione è arrivata da Federico Fasani, Ncd, che da assessore all’Urbanistica nella giunta Perri aveva inaugurato il nuovo metodo di concertazione pubblico-privato per l’esecuzione di opere pubbliche a scomputo oneri. L’abitabilità del recupero urbanistico dell’immobile di via Colletta sarà concessa dal Comune solo a seguito dell’esecuzione delle opere previste nella convenzione. “Il fatto è – afferma Fasani – che aver voluto fare a tutti i costi una variante ha rallentato i tempi, impedendo al privato di organizzarsi e programmare i lavori anche relativamente al primo tratto. Va bene, adesso il Comune ci dice che entro autunno i lavori finiranno, quindi entro il triennio, ma andando ben oltre i tempi inizialmente previsti. Se i privati avessero voluto realizzare la pista prima, a causa di questa variante, non avrebbero potuto”. Allungamento dei tempi, critica Fasani, per un’opera richiesta da tempo immemore dagli abitanti di Cava. “I privati avrebbero tuttavia potuto iniziare i lavori del primo lotto, non interessato da variante e con progetto approvato”, ha risposto Marco Masserdotti, dirigente dell’Urbanistica. “Legittimamente non l’hanno fatto, ma nessuno glielo impediva”. Inoltre, per perfezionare l’iter, ora il privato dovrà presentare al Comune una variante al permesso di costruire, pratica edilizia che recepisce il nuovo tracciato, senza intaccare quanto già previsto in convenzione. “L’amministrazione tratta le imprese come schiavi”, polemizza Fasani, “i tempi della burocrazia sono diversi da quelli delle imprese, che per organizzarsi devono avere certezza dei lavori da realizzare e non procedere alla cieca”.

Dal canto suo Virgilio ha chiarito che “la ciclabile di Cavatigozzi rappresenta per noi un obiettivo di mandato; il nuovo tracciato consente un risparmio di costi per circa 200 mila euro. Si tratta di una partita le cui basi sono state avviate da chi ci ha preceduto e che noi abbiamo proseguito come metodo di lavoro”.

“Ma come  – dice ironica  Lucia Lanfredi del Movimento 5 Stelle – il cantiere non era già stato avviato poco prima delle elezioni del 2014? Non era stato messo un cartello ad indicare l’inizio dei lavori?”. Il riferimento è agli annunci rimasti poi sulla carta, sul finire del mandato Perri.
La pista ha inizio dal piazzale antistante il centro sportivo Stradivari e Corazzi Fibre, prosegue verso ovest mantenendosi a nord della via Milano e termina presso la palestra di Cavatigozzi. Avrà una larghezza di tre metri, sarà delimitata da cordoli, caratterizzata da finiture in asfalto e interamente illuminata.
L’intervento si può suddividere in tre tratti: da via Corazzi a via Picenengo; da via Picenengo a poco prima della palestra; infine in prossimità di questa. Nel primo tratto, per la presenza di un fosso, è stata prevista una copertura di circa 460 metri per l’alloggiamento della pista ciclabile. La separazione tra la pista ed il traffico veicolare avverrà attraverso la un’aiuola delimitata da cordoli stradali. Il secondo tratto è totalmente separato dalla sede stradale di via Milano, su terreni di natura agricola. Nel terzo tratto alcune aree sono già asfaltate, pertanto in queste zone è prevista una leggera fresatura e verrà steso un tappetino antiusura.

g.biagi

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