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Lgh-A2A, trattativa pubblica
o privata? In arrivo un terzo
parere legale

Ci sarà un terzo parere legale indipendente a sottolineare la correttezza della trattativa privata tra Lgh e A2A per superare il "no" espresso dal Cda di Cogeme per la creazione della nuova superutility lombarda.
La sede di Lgh. A destra il d.g e il presidente di A2A nell'ufficio di presidenza del Comune.

Ci sarà un terzo parere legale indipendente a sottolineare la correttezza della trattativa privata tra Lgh e A2A per superare il “no” espresso dal Cda di Cogeme per la creazione della nuova superutility lombarda. Già Lgh e A2A hanno fatto predisporre due pareri legali autorevolissimi (Bonelli Erede Pappalardo e Gianni Origoni) che sottolineano come la strada della trattativa privata sia corretta. Il terzo parere dovrebbe dirimere definitivamente la questione. Ricordiamo che la Cogeme raggruppa 70 comuni delle province di Brescia e Bergamo e che controlla il 31% di Linea Group. Ovviamente a favore della proposta  di A2A ci sono le altre utility di Cremona, Crema, Lodi e Pavia – tutte  a maggioranza centrosinistra – mentre la Cogeme è guidata dalla Lega con il centrodestra (ma il presidente di Forza Italia aveva votato in un  Cda caldissimo il sì alla integrazione). Il “no” di Cogeme ha bloccato
le trattative in quanto i patti parasociali indicano nella maggioranza qualificata del 70% il tetto per l’approvazione di operazioni  straordinarie, tetto non raggiungibile senza Cogeme. A2A ha effettuato  una offerta vincolante in scadenza il prossimo 21 dicembre – che valorizza il gruppo a 250 milioni circa in contanti e azioni. La mancata  adesione alla offerta potrebbe determinare scossoni pesanti in Lgh con  una netta riduzione delle proposte di acquisizione, oggi valutate sul bilancio Lgh del 2014 (con un margine di 90 milioni circa) mentre il  bilancio 2015 avrebbe un 10-12 milioni in meno di margine (per ragioni esterne alla società) provocando così una stima decisamente inferiore  della multiutility. Dopo il fallimento delle trattative con le aziende di Verona, di Como e Monza, di Trieste, quella di A2A rappresenta una sorta di ultima spiaggia per Lgh che, come ha ribadito il presidente di
A2A Valotti, da sola non potrebbe più stare sul mercato.

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Commenti
  • GaBe56

    Nell’articolo si parla solo dei pareri legali favorevoli alla cessione di LGH ad A2A tramite trattativa privata, ma non si dice che un luminare come l’avvocato Giuseppe Morbidelli sostiene invece “l’attivazione di idonee procedure di evidenza pubblica per la cessione a soggetti terzi, estranei alla compagine sociale (di LGH)”. Non si dice, inoltre, che su LGH ci sarebbe anche l’interesse di AEB-Gelsia, la municipalizzata di Seregno, che renderebbe ancora più opportuna la gara pubblica. Infine, che LGH non possa più stare sul mercato da sola è un parere (forse interessato?) di Valotti.

    Perché non cercare di invertire la rotta con un management diverso da quello che ha fatto sprofondare LGH nella situazione attuale? Perché, quando AEM Cremona era da sola produceva utili e dopo che è confluita in LGH sono iniziati i debiti? E’ falso affermare che solo i giganti del settore possono stare sul mercato, come dimostrano le realtà delle “cooperative di comunità” per la produzione e il consumo di eletticità pulita, che da anni soddisfano la domanda di decine di migliaia di soci in Francia, Belgio, Germania, Spagna e Gran Bretagna. Anche in Italia esistono iniziative simili in alcuni territori dell’arco alpino.