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Omicidio Moreni, a rischio
l'estradizione di Paraga

Moreni e Prijic

di Michele Ferro

L’estradizione di Hanefija Prijic dalla Germania e la possibilità di fare completa luce sull’omicidio del cremonese Fabio Moreni, ucciso il 29 maggio del 1993 assieme ai volontari Guido Puletti e Sergio Lana in Bosnia mentre trasportavano aiuti umanitari durante la guerra, sono a rischio: il bosniaco 52enne, conosciuto con il soprannome Paraga, è stato colpito da un ictus una decina di giorni fa nella struttura detentiva in cui si trovava e le sue condizioni di salute destano preoccupazione.

Prijic, fermato lunedì 26 ottobre dalla polizia tedesca all’aeroporto di Dortmund per un controllo e bloccato alla luce di un mandato di cattura internazionale spiccato dall’Italia nel 2000, quel 29 maggio di 22 anni fa, in cui morirono i tre italiani e altri due riuscirono a fuggire nei boschi tra i proiettili, si trovava alla guida di un gruppo di uomini armati. La richiesta di arresto italiana riporta le accuse di omicidio, tentato omicidio e rapina. Ha scontato solo parzialmente la pena in carcere dopo una condanna inflitta in Bosnia una quindicina di anni fa. Resta però ancora da capire chi materialmente sparò e si aspetta di chiarire definitivamente se la violenza del 29 maggio 1993 fu qualcosa di progettato o un evento non pianificato.

Lo scorso 26 ottobre con un volo da Tuzla (Bosnia-Erzegovina) Paraga era giunto in Germania per fare visita a parenti, in particolare alla sorella. Nella struttura detentiva nei pressi di Dortmund in cui era stato portato per essere trattenuto in custodia è stato improvvisamente colto da ictus ed è stato trasferito in un ospedale, sorvegliato. La  salute fisica e mentale potrebbe essere seriamente compromessa e si attendono ulteriori accertamenti. Da quanto si apprende soffre di perdite di memoria e mentalmente è spesso confuso o assente.

Sulla vicenda di Paraga, dopo l’azione della polizia tedesca in seguito alla scoperta del mandato di arresto internazionale emanato su richiesta della Procura di Brescia 15 anni fa, è al lavoro tra Roma e Brescia una squadra di esperti in materia di estradizione. Il percorso si è però complicato. Inoltre fino a un paio di giorni fa il 52enne era ancora seguito da un avvocato d’ufficio e la Procura tedesca che si sta occupando del caso era ancora in attesa della documentazione relativa all’inchiesta sviluppata in Bosnia per tutte le valutazioni necessarie alla decisione sull’estradizione in Italia. Estradizione che potrebbe essere ritardata, se non addirittura stoppata, se le condizioni di salute di Paraga risulteranno particolarmente gravi.

 

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