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"Un ballo in maschera"
chiude una buona stagione lirica
Ma con qualche perplessità

Perplessità su alcune forzature del regista. Ottimo il cast. Amelia da applausi.
Foto Francesco Sessa

Nonostante l’imbarazzante ed inutile quadro d’apertura dell’omicidio di Abramo Lincoln assassinato da un sudista mentre assisteva a Washington (anziché a Boston come da libretto) ad una commedia musicale e quell’atto finale del ballo in maschera senza maschere, l’opera di Giuseppe Verdi messa in scena venerdì sera (con replica domenica) ha chiuso comunque più che dignitosamente la stagione lirica di quest’anno. Una stagione teatrale che si sta rivelando di grandi soddisfazioni per il teatro cittadino (sia in termini di spettatori che di qualità).

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La regia di Nicola Berloffa – pur con qualche trovata scenica interessante – ha lasciato perplessi soprattutto con quell’inizio che ha distratto gli spettatori dal preludio musicale ben eseguito dall’Orchestra dei Pomeriggi Musicali diretta da Pietro Mianiti. Lo spettacolo regge comunque bene ed anche scenicamente è gradevole.

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Sergio Escobar è Riccardo. Positiva la sua prova, con una voce potente e con un colore davvero gradevole mantenuta durante tutto il corso dell’opera. Stupisce la scelta del regista di averlo fatto morire in piedi in un palco, non facendo cogliere al pubblico l’intensità drammaticità del momento né la credibilità della narrazione.

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Bene Daria Masiero nel ruolo di Amelia, di cui è stata raffinata ed intensa interprete. Da applausi la sua “Morrò, ma prima in grazia”. Davvero interessante anche il baritono romano Angelo Veccia apprezzato anche per la sua presenza scenica che ha reso benissimo la trasformazione di Renato da grande amico di Riccardo all’arrabbiato marito tradito platonicamente da moglie e amico. Ottima Annamaria Chiuri nel ruolo di una originale Ulrica vecchia pellerossa è stata davvero di grande impatto sia scenico che vocale. Positiva anche la prova del paggio Oscar della soprano di origine armena Barsoumian, di Silvano-Carlo Checchi e dei cospiratori Tom e Samuel (Mariano Buccino e Francesco Milanese) vestiti da truci banditi del West. Da segnalare anche la prova convincente del Coro OperaLombardia.

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