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Chiesa gremita per l'ultimo
addio a Matteo Denti.
Il sacerdote: 'Ci ha lasciato molto'

Alcuni momenti delle esequie (Foto: Sessa)

Chiesa di San Michele gremita di familiari, amici, colleghi e conoscenti, che si sono riuniti per dare l’estremo saluto a Matteo Denti, il 31enne cremonese stroncato martedì da una sepsi meningococca fulminante, che non gli ha lasciato scampo. Una morte tanto tragica quanto inaspettata e improvvisa. E l’incredulità ancora si leggeva sui volti dei tanti presenti alle esequie del giovane, che si sono affollati dentro e fuori dalla chiesa.

denti - dentro

“Ci troviamo sconvolti e sconfitti da quanto accaduto in questi giorni” ha detto il parroco, don Aldo Manfredini, nella sua omelia, raccontando di un Matteo “con un bellissimo cuore, con tanta sensibilità e voglia di vivere”. Un giovane che “ci ha toccato il cuore nel profondo, come dimostra quanto in questi giorni si sono prodigate le persone che lo conoscevano per cercare di ricordarlo e di contenere l’enormità del dolore che ci ha colpiti”.

Di Matteo, ha detto ancora il sacerdote, “colpiva la grande forza di attrazione che aveva dentro e che muoveva la sua vita. Era insaziabile, voleva sperimentare cose nuove, andare oltre gli steccati. Non si sentiva mai completamente appagato. Egli poteva contare su tre grandi forze di attrazione. La prima erano gli affetti e le amicizie, a cui ha dato il suo grande contributo in termini di entusiasmo, affetto, generosità e accoglienza. E questa sua forza di attrazione è poi culminata in Daniela, la sua fidanzata, che ora vivrà giorni difficili e delicati”.

 

Un altro elemento di attrazione, secondo il prelato, è “la musica, che gli ha fatto provare emozioni nuove e che gli ha toccato il cuore. Infine la terza forza di attrazione che aveva dentro era la sua voglia di superare gli steccati e le ristrettezze: Matteo era un ragazzo che voleva andare oltre”.

Una vita stroncata troppo presto, “che a noi sembra incompiuta. Eppure ci rendiamo anche conto di come lui abbia vissuto la vita intensamente, come se avesse fretta, come se fosse convinto che doveva esserci qualcosa d’altro. Per questo sappiamo che la sua vita non è stata incodenti 2 - dentrompiuta: ha seminato molto e molto ci ha lasciato. Ora tocca a noi farlo fruttare”.

Dopo la celebrazione, la salma è stata trasportata al cimitero di Cella Dati per la sepoltura.

LaBos

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