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Condizioni di salute compatibili,
ok all'estradizione di Paraga
(con l'incognita del ricorso)

Prijic e Moreni

di Michele Ferro

Le condizioni di salute di Hanefija Prijic, colpito da un ictus dopo l’arresto a Dortmund di fine ottobre su mandato disposto dall’Italia per la morte del cremonese Fabio Moreni e di altri due volontari in Bosnia nel 1993 (vedi link in basso), non sarebbero incompatibili con l’estradizione: dopo ulteriori cure e nuovi accertamenti medici è arrivata la decisione dell’autorità giudiziaria tedesca, che si è espressa favorevolmente alla consegna del 52enne noto con il soprannome di Paraga (sebbene la tempistica non sia ancora chiara). La decisione su Paraga, tornato un paio di giorni fa in una struttura detentiva in seguito al trattamento ospedaliero, è giunta nelle scorse ore, dopo un rincorrersi di voci iniziato a metà settimana.

La speranza è che prossimi passaggi giudiziari in Italia, con interrogatori e verifiche, possano finalmente contribuire a fare piena luce sull’omicidio di Moreni, ucciso il 29 maggio del 1993 assieme ai volontari Guido Puletti e Sergio Lana mentre trasportavano aiuti umanitari durante la guerra. Prijic quel giorno in cui morirono i tre italiani e altri due scapparono nei boschi tra i proiettili, era alla guida di un gruppo di uomini armati. Il mandato di arresto internazionale, spiccato nel 2000 su richiesta della Procura di Brescia, è per omicidio, tentato omicidio e rapina.

La difesa di Prijic è avversa all’estradizione per via di una condanna per la stessa vicenda inflitta in Bosnia una quindicina di anni fa (al termine di un processo che non chiarì completamente i contorni del caso e i nomi di chi materialmente esplose i colpi mortali). Sembra però che la mancata adesione della Bosnia a una convenzione internazionale sulla validità delle condanne penali abbia permesso all’Italia di tenere in piedi il mandato. L’avvocato di Paraga ha già annunciato ricorso contro l’estradizione e chiesto direttamente ai più alti vertici del Governo bosniaco di attivarsi per tutelare il suo cliente in questa vicenda che ora coinvolge tre Stati.

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