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Fiume Po navigabile tutto l'anno,
tre soluzioni. L'Ue promette di
finanziare l'intervento al 50%

Il sogno di un Po navigabile per tutto l'anno potrebbe diventare realtà. Il sistema navigabile del fiume Po e dei canali collegati rientra tra le Reti strategiche europee nel corridoio Mediterraneo e il suo sviluppo fa parte delle Linee Guida TEN-T.

Il sogno di un Po navigabile per tutto l’anno potrebbe diventare realtà. Il sistema navigabile del fiume Po e dei canali collegati rientra tra le Reti strategiche europee nel corridoio Mediterraneo e il suo sviluppo fa parte delle Linee Guida TEN-T. Nasce proprio da questa riflessione il progetto 365 Po River System, presentato in mattinata a Marghera. Si tratta di uno studio per lo sviluppo della navigabilità del fiume Po da Cremona al Mare Adriatico condotto da Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) in collaborazione con Unioncamere del Veneto.

Il costo totale per realizzare lo studio è pari a due milioni di euro, che saranno finanziati per metà dall’Unione Europea e per metà dalle quattro Regioni Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, nonché da e fondi Aipo. Scopo del progetto è quello di rendere il Po navigabile 365 all’anno con 3,50 metri di fondale (l’attuale assetto non garantisce mediamente la navigabilità commerciale dell’intero tratto per circa due mesi). Per rendere possibile tutto questo lo studio propone tre soluzioni possibili, complementari tra loro. L’Unione Europea intanto ha promesso che, se l’intervento verrà realizzato, pagherà il 50% del costo totale.

La Regimazione, che prevede la costruzione di cinque traverse, con annessi impianti per la produzione di energia idroelettrica, tra Cremona e le Province di Rovigo e Ferrara. Con un innalzamento del livello idrico è la soluzione definitiva per garantire la navigabilità commerciale tutto l’anno e risolvere problemi riguardanti l’assetto morfologico del fiume (costo 2,5 miliardi di euro). La sistemazione a corrente libera con cui estendere ed integrare al tratto del Po, da foce Mincio al Mare Adriatico, il progetto di sistemazione già svolto sul tratto Cremona-Foce Mincio agendo su pennelli e curve di navigazione più critiche (costo 600 milioni di euro). Infine c’è la soluzione mista: solo tre traverse e la sistemazione a corrente libera del restante tratto al fine di consentire il transito per tutto l’anno, fino al porto di Cremona, per le chiatte di trasporto merci  V classe Europea Cemt (costo 1,8 miliardi di euro).

Una parte degli studi ha poi riguardato gli impatti ambientali e socio economici. Secondo l’Organizzazione marittima internazionale, una chiatta da 1.350 tonnellate equivale a 50 Tir o 67 carri ferroviari. Questa chiatta con 5 litri di gasolio percorre 500 km, mentre un Tir con 5 litri di gasolio ne percorre solo 100. In sintesi, una chiatta per ogni giorno di funzionamento evita 1,8 kg di polveri sottili, 10,8 kg di idrocarburi incombusti e 8 tonnellate di anidride carbonica.

Sul progetto sta dimostrando grande attenzione anche Regione Lombardia, che su quello e sul polo produttivo di Tencara ha espresso la piena volontà di pianificare le attività che potranno portare all’effettiva realizzazione del progetto. A dirlo è stato l’assessore regionale al territorio Viviana Beccalossi durante la prima riunione del Tavolo tecnico per la navigabilità del fiume Po e Tencara voluto dal governatore Maroni e copresieduto dal Presidente della Camera di Commercio Gian Domenico Auricchio a cui hanno partecipato, oltre ai consiglieri regionali Malvezzi, Lena e Alloni, i rappresenti delle istituzioni e del mondo economico cremonese.

Un impegno forte di Regione Lombardia al quale si deve affiancare un impegno altrettanto significativo delle categorie economiche per sensibilizzare e coinvolgere il mondo dell’imprenditoria, non solo lombardo, e del governo perché la navigabilità del Po è un’opportunità per l’intero Paese. Le risorse necessarie potranno in parte essere reperite in Europa, con il vincolo però della realizzazione del collegamento del canale navigabile con Milano. A gennaio sarà convocato un nuovo incontro con un gruppo ristretto di lavoro che, in modo operativo, porterà alla definizione dei nuovi passi.

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