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Embargo agroalimentare verso
Russia: export cremonese
crolla del 66%

Crollano di oltre il 50% (in provincia di Cremona di oltre il 66%) le esportazioni agroalimentari lombarde in Russia nel 2015 per effetto dell’embargo. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti Lombardia.

Crollano di oltre il 50% (in provincia di Cremona di oltre il 66%) le esportazioni agroalimentari lombarde in Russia nel 2015 per effetto dell’embargo. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti Lombardia su dati Istat relativi ai primi nove mesi di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2014, mentre in Italia e in Europa tiene banco il tema del rinnovo delle sanzioni economiche a Mosca in attesa del vertice dei leader europei di giovedì e venerdì prossimi a Bruxelles. Da gennaio a settembre – spiega la Coldiretti regionale – le esportazioni agroalimentari lombarde nella terra degli zar hanno superato di poco i 43 milioni di euro, mentre nello stesso periodo del 2014 erano oltre 89 milioni di euro. In un anno, quindi, sono andati in fumo più di 46 milioni di euro, pari a quasi il 52% in meno.
Gli effetti dell’embargo si fanno sentire soprattutto in provincia di Como dove il valore delle esportazioni è stato quasi azzerato, con un crollo del 91,3%. Seguono la provincia di Sondrio (-82%), Lecco (-78,9%), Varese (-66,7%), Cremona (-66,3%), Pavia (-60,9%), Bergamo (-52,3%), Brescia (-44,3%), Mantova (-37,6%) e Monza Brianza (-25,3%). Nel Mantovano, ad esempio, a San Giovanni del Dosso la cooperativa ortofrutticola C.or.ma. prima dell’embargo mandava in Russia quasi 9mila quintali di pere: adesso è a zero. In controtendenza il Lodigiano che è l’unico a far registrare il segno più, con le esportazioni che tra 2014 e 2015 sono cresciute, passando da 53.185 a 148.567 euro. Contribuiscono a questo risultato frutta e ortaggi, lavorati e conservati.
Milano, infine, si conferma la provincia che esporta di più verso Mosca: con i suoi 25 milioni di euro nel 2015, pesa per il 59% sul totale delle esportazioni agroalimentari regionali, ma rispetto ai primi nove mesi del 2014 il valore delle esportazioni meneghine si è più che dimezzato (-52%). “Nell’agroalimentare – conclude Ettore Prandini Presidente Coldiretti Lombardia – ai danni diretti si sommano quelli indiretti dovuti alla perdita di immagine e di mercato provocata dalla diffusione in Russia di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il vero Made in Italy”.

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