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Lgh-A2A, le opinioni / Sozzi:
'Il sindaco ha cambiato
idea sull'inceneritore'

Cosa si cela dietro l’operazione Lgh-A2A? Quali sono i retroscena? E che ruolo ha in tutto questo il sindaco Galimberti? Una riflessione, in questo senso, arriva dal consigliere comunale di Obiettivo Cremona, Andrea Sozzi. Il suo gruppo, ieri in ufficio di presidenza, si è astenuto sulla delibera al pari di Fi e Ncd. “Si sa che, in politica – afferma Sozzi –  c’è differenza tra le buone ragioni e le ragioni vere, e queste ultime, in partite di questo livello, sono sempre taciute” insinua il consigliere. Ma quali sono le vere ragioni? Probabilmente il vero tema è “il cambiamento di prospettiva del sindaco e di parte della giunta sul futuro dell’inceneritore”. Insomma, di fatto la Giunta, secondo Sozzi, avrebbe completamente cambiato idea sulla dismissione dell’impianto. “Il sindaco, vuoi per convinzione personale, vuoi per pressioni politiche superiori, ha compiuto la più classica delle inversioni a ‘U’ sulle promesse elettorali in termine di inceneritore”.

Dichiarazioni pesanti, che aprono però nuove prospettive. Sozzi spiega il suo punto di vista con un escursus tra le tappe della vicenda. “A giugno 2015, la pubblicazione dello studio Leap sostiene che dismettere l’inceneritore sarebbe economicamente folle ed ecologicamente irrilevante. L’ipotesi di dismissione, promessa dal sindaco in campagna elettorale, inizia a  traballare”. Poi ” Nei giorni successivi, all’interno del Pd prevale probabilmente l’opzione di conservare l’inceneritore, ipotesi fino a quel momento rimasta silente, per ovvi motivi di convenienza elettorale. In questo scenario, l’amministrazione decide di appoggiare A2A nell’acquisizione di Lgh: è noto che A2A punta sui termovalorizzatori e, una volta acquisito il 51% di Lgh, potenzierà l’azione di incenerimento anche a Cremona, in controtendenza con quanto promesso dall’amministrazione fino a pochi mesi fa”.

Insomma, se cambiano gli obiettivi e l’incenerimento diventa il possibile futuro, “la fusione porterà vantaggi economici (forse) e certamente uno sgravio di responsabilità per la politica locale”. Insomma, un ribaltamento della situazione. Tanto che il centrosinistra ora appare più frammentato che mai. “Lo sa bene chi ha sostenuto e eletto Galimberti: lo sanno gli ambientalisti, che sono giustamente scatenati contro la decisione, lo sa Sel, che in giunta e in consiglio non appoggia l’operazione, e lo sa parte del Pd, che scrive addirittura lettere accorate ai consiglieri di centrodestra (!) supplicandoli di votare contro la fusione” racconta Sozzi. “Se non ci fosse di mezzo il futuro dei cremonesi, sarebbe da ridere”.

E adesso? “Poniamoci questa domanda: a che cosa è servito l’ampliamento a tappe forzate della raccolta differenziata a Cremona, per raggiungere il 70% in breve tempo, se ora scegliamo l’economia dell’incenerimento?” si chiede il consigliere. “Il caso di Brescia, che è in A2A e brucia tutto il bruciabile, è emblematico: la loro differenziata è al 30% e si pensa di arrivare al 65% eventualmente, non prima di cinque anni. Che farà dunque Cremona sul tema rifiuti?”. E di qui, per Sozzi è chiaro il cambio di rotta da parte del sindaco. “Premesso che cambiare idea è lecito e non sempre è un errore, l’onestà intellettuale vorrebbe un’ammissione chiara del sindaco su questo tema, non tanto nei confronti degli oppositori, ma soprattutto nei confronti dei propri elettori. A ciascuno, poi, le proprie valutazioni”.

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