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No a vendita Lgh: presidio
Comitato Beni Comuni
in cortile Federico II

Il ritrovato accordo tra la compagine di Sel e il Pd in tema di fusione Lgh – A2A lascia i suoi strascichi fuori dal consiglio comunale. Difficile che nella seduta di domani pomeriggio (venerdì 18, alle 14,30) per il voto consigliare sull’accordo, ci saranno colpi di scena rispetto a quello di mercoledì in Ufficio di Presidenza. A fare pressione sui consiglieri affinché si rifiutino di dare parere favorevole ci saranno gli attivisti del Comitato per i Beni Comuni, forti anche della petizione online sulla piattaforma change.org che ha raggiunto le 500 firme. Il Comitato sarà presente dalle 15 sotto i portici del palazzo, fino a fine seduta. Lo scopo è di fare pressioni sui consiglieri per dire no “all’offerta di una grande azienda quotata in borsa (A2A) per acquisire il 51% (e perciò il controllo totale) delle azioni di LGH, la società creata per gestire le aziende che si occupano dei servizi di luce, gas, riscaldamento e gestione dei rifiuti a Cremona.
“Va sottolineato – continuano gli attivisti – che in particolare il servizio rifiuti è tutelato dal nostro referendum del 2011 e che da questa cessione dipende la possibilità per noi cittadini e per il nostro comune di ottenere davvero o no la chiusura dell’inceneritore. Sono state raccolte in una sola settimana quasi 500 firme all’appello che chiede ai consiglieri comunali un atto di responsabilità e di trasparenza che si concretizzi in un voto negativo alla proposta di A2A e che verrà consegnato agli stessi prima del consiglio comunale”.

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Commenti
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    Vanno messi in galera, tutelano uno scempio ambientale protratto da 30 anni.( 20 milioni di mc di inquinanti che vanno sui campi, che vanno nei cibi, che vanno nello stomaco). Una class action contro questi falsi ambientalisti sarebbe del tutto auspicata. Sono dei falsari professionisti. Vanno allontanati dalle cose pubbliche.