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Area Vasta, Brescia chiama
il sud Lombardia, ma Vezzini
frena: 'Più legami con Mantova'

La Provincia di Brescia vuole accelerare sulla costituzione di una maxi aggregazione tra province della Lombardia orientale, anche per bilanciare la consistenza dell'area metropolitana di Milano. Ma il presidente cremonese Vezzini frena: "Più legami con Mantova”.

La Provincia di Brescia vuole accelerare sulla costituzione di un ‘blocco’ delle province dell’est e sud Lombardia, anche per bilanciare la consistenza dell’area metropolitana di Milano. Una maxi aggregazione da 7 milioni di abitanti, nella quale ripensare i servizi, ma anche – e questo è il timore dei territori più piccoli come il cremonese – ridistribuire le funzioni delle ex Province, ad esempio per quanto riguarda strade, disabilità, edilizia scolastica. Del blocco della Lombardia Orientale parla sul Giornale di Brescia il presidente della Provincia bresciana Pier Luigi Mottinelli, annunciando “per i  primi giorni del nuovo anno” un incontro  con i colleghi delle province della Lombardia orientale, ossia oltre a Brescia e Cremona, Bergamo e Mantova, con lo scopo di firmare un’ “intesa per dare il via, nello spirito della Legge 56, a forme di aggregazione tra Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane, (in tema di) potenziamento dei servizi ai cittadini, edilizia scolastica, viabilità, programmazione territoriale e infrastrutturale, progetti di innovazione tecnologica …”.

vezzini - dentro

Il presidente della provincia di Cremona Carlo Vezzini

“Calma, è un processo in corso, ci incontreremo ma non penso che firmeremo intese”, chiarisce il presidente della Provincia di Cremona, Carlo Vezzini.  “L’idea della Provincia di Brescia è quella di costituire una maxi aggregazione che non sconfini  però nella definizione della nuova Area Vasta, la cui individuazione  è di competenza regionale. Sono d’accordo sul fatto che sia impensabile che ciascun territorio continui a guardare il proprio ombelico. Forme di collaborazione proprio con Brescia le abbiamo già istituite, ad esempio per quanto riguarda la Rete Bibliotecaria, e non dimentichiamo le Centropadane. Ossia la società che, indipendentemente dalla concessione autostradale, partecipa in Stradivaria, soggetto attuatore dell’autostrada Cremona – Mantova, infrastruttura che considero utile perchè non è possibile che da Cremona si arrivi a Brescia o Piacenza in mezz’ora mentre per Mantova ci voglia un’ora e un quarto.  Si sta attendendo che la Regione convochi le conferenze di servizio per procedere. Questo per dire che i legami con questi territori esistono già, come esiste già, con Mantova, una sola agenzia per il traporto pubblico locale. Sempre a Mantova va la sede della Ast (azienda sanitaria) e si sta discutendo per la Camera di Commercio. Mentre l’Aler vede già una forma di collaborazione tra le tre province. Mantova e Cremona, inoltre, sono accomunate dalla presenza dei porti fluviali, con uffici dedicati”. Insomma, Cremona privilegia il dialogo quasi alla pari con i confinanti mantovani, più che l’abbraccio con i più forti da tutti i punti di vista, vicini del Bresciano. Per questo l’appello alla maxi aggregazione viene visto con interesse ma senza entusiasmi particolari: “Se dovessi scommettere su quali elementi terrà in considerazione la Regione per individuare i confini delle nuove aree vaste, direi che i legami con Mantova sono sicuramente forti”, conclude Vezzini.

Il cui mandato scadrà tra pochi mesi, in concomitanza con la fine del suo secondo quinquennio come sindaco di Sesto cremonese. Non ci sarebbero le condizioni, tra l’altro, per una ricandidatura, valendo il vicolo dei due mandati. Le prossime elezioni (di secondo livello, votano solo i sindaci) per l’Area Vasta sono uno dei temi  più forti della politica in questo finale d’anno, su cui i partiti seppure in sordina stanno già lavorando. Perchè se è vero che la carica di presidente in sé non è remunerativa (niente compensi né per presidente né per consiglieri) è pure vero che è importante guidare la partita della ridefinizione delle aree vaste e poi delle omogenee, in dialogo diretto con la Regione. Tenendo anche conto delle croniche divisioni tra Cremonese da una parte (casalasco incluso) e Crema e cremasco dall’altro, territorio che oggi più che mai mostra insofferenza verso il capoluogo, come ha dimostrato la nomina del cda di Padania Acque. Una partita nella quale la componente cremonese del Pd è uscita vincente su quella cremasca: in caso di conferma del Pd come primo partito della provincia l’anno prossimo, questo è un altro elemento che potrebbe condurre verso il rafforzamento dei legami con l’area mantovana, piuttosto che con quella cremasca.

g.biagi

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