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Smog, una questione
dimenticata dalla
politica da vent'anni

Lettera scritta da Danilo Toninelli deputato M5S

Gentile direttore,

la questione dell’inquinamento dell’aria che da giorni occupa le cronache non è certo una scoperta delle ultime settimane. È una questione dimenticata dalla politica da vent’anni ma ben nota a tutti i Governi e certamente a questo Governo, che nello scorso giugno presentava la valutazione integrata dell’impatto dell’inquinamento atmosferico sull’ambiente e sulla salute in Italia (VIIAS) in cui già si rilevava una situazione emergenziale, dovuta alla spaventosa concentrazione nella Pianura Padana sia di benzopirene diossido di azoto, diossido di zolfo, monossido di carbonio, polveri sottili (Pm10, Pm 2,5), con annessi i dati specifici e altrettanto spaventosi sul numero dei decessi per cause non accidentali attribuibili direttamente ai livelli di inquinamento.

La ricerca di soluzioni immediate e estemporanee come la regolamentazione del traffico o il controllo del riscaldamento casalingo serve a poco, se non per dare l’impressione che ci si stia occupando del problema, finché la prossima emergenza non distrarrà nuovamente l’opinione pubblica. Accanto a questi palliativi non c’è alcuna parvenza di piani strutturali, ma, al contrario, ci sono decisioni effettive e scelte politiche che vanno esattamente nella direzione opposta. Scelte come quelle relative agli inceneritori che anziché essere smantellati si moltiplicano, anche contro gli espliciti impegni presi dai politici in campagna elettorale, come accade nel caso di Cremona, in cui non solo lo spegnimento dell’inceneritore promesso è solo un ricordo ma addirittura si progetta la costruzione di un nuovo inceneritore che sostituirà quello in funzione, aumentandone la capacità di incenerimento e attraendo rifiuti da incenerire da altre zone d’Italia e non solo.

Il Movimento Cinque Stelle ha da sempre la tutela dell’ambiente tra le sue ragioni fondative: l’ambiente è infatti una delle cinque punte della stella che lo rappresenta. Una caratteristica che ha un valore molto più che simbolico, che rappresenta la necessità di un ripensamento complessivo della società, di un vero programma politico alternativo alle proposte a cui siamo stati abituati fino a prima che i cittadini si mobilitassero direttamente per cambiare le cose, fuori e dentro dalle istituzioni.

Perché non di soluzioni estemporanee abbiamo bisogno per affrontare questa questione, ma di un suo ripensamento generale e, soprattutto, della reale volontà politica di attuare le proposte di soluzione elaborate. Le nostre proposte sono serie, concrete e approfondite: molte di queste sono state presentate nell’ambito della discussione del decreto cosiddetto “Sblocca Italia” che abbiamo ribattezzato “Sfascia Italia” e che è la normativa che autorizzerà l’aumento degli inceneritori e il loro rafforzamento anche contro la volontà delle comunità locali. Nella nostra proposta alternativa si evidenzia che la prima grande opera pubblica di cui necessita il Paese è la riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Una proposta che oltre a proteggere l’ambiente e a tutelare la salute e la vita dei cittadini sarebbe utile anche all’economia: con gli stessi soldi impiegati dal Governo per tunnel e opere che mettono a rischio sismico e idrogeologico un territorio fragile e che sono necessarie solo ai soliti appalti per gli amici degli amici, si aprirebbero migliaia di micro-cantieri nelle città di tutta Italia.

Mentre il Governo e i Sindaci del PD puntano a nuovi inceneritori, noi puntiamo alla riduzione dei rifiuti, attraverso le proposta “rifiuti zero”, sulla quale stiamo conducendo una battaglia nei singoli Comuni. Alcune proposte M5S sono già in parte realtà, grazie alla nostra presenza nelle istituzioni e al contatto costante con i cittadini che rappresentiamo: si può pensare alla nuova legge sui reati ambientali o ai numerosi emendamenti M5S approvati nel Parlamento europeo per migliorare una proposta di direttiva UE relativa alla diminuzione di vari inquinanti atmosferici in applicazione del protocollo di Göteborg. Ma per implementare soluzioni strutturali che ci portino al di fuori di quella gabbia di smog che sono diventate la nostre città occorre un progetto politico di ampio respiro, realmente alternativo a quello che continua a essere perseguito, un progetto fondato sul trasporto pubblico (che il Governo continua a tagliare e penalizzare) e sull’economia della condivisione: car sharing, bike sharing, mobilità ciclistica; riduzione degli spostamenti attraverso la diffusione concreta e pianificata di forme di lavoro più moderne come telelavoro e smart working. Non idealismo e utopie irrealizzabili, ma proposte concrete per la reale progettazione di un futuro sostenibile. Anche per questo, la necessità di un progetto politico alternativo, di un Governo a Cinque Stelle, è sempre più irrinunciabile.

 

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