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La farsa dell'invito a utilizzare
i mezzi pubblici in risposta
all'inquinamento

Lettera scritta da Fabrizio Badagnani - segretario Prov.le Faisa Cisal di Cremona

Si susseguono in questi giorni inquietanti notizie sui reiterati sforamenti dei limiti massimi delle polveri sottili in tutte le città Italiane. Targhe alterne a Roma, stop di 6 ore alle auto a Milano, blocchi totali in altre città. I governi delle città e quello centrale proclamano all’ unisono: prendete l’autobus e gli altri mezzi pubblici… siamo al festival dell’ipocrisia… di quali mezzi pubblici e di quale tipo di Trasporto Pubblico Locale stanno parlando?

Forse di quello ignorato da Governi di centro destra e centro sinistra da oltre vent’anni attraverso progressivi tagli di risorse? Quel TPL a cui servirebbero finanziamenti minimi per 6 miliardi di euro mentre dal 2010 vengono impegnate risorse per 4,9 miliardi in base al quale il 50% delle 1200 aziende di trasporto pubblico presenti in Italia può portare i libri in tribunale in quanto tecnicamente fallite, morte… mentre il restante 50% è rimasto in equilibrio precario sfruttando i Lavoratori del settore che hanno avuto il Contratto Nazionale di Lavoro qualche giorno fa, dopo 7 anni in maniera autofinanziata con pesanti perdite normative, e ancora respirano in affanno solo grazie al calo del costo del gasolio? Risorse di 4,9 miliardi a cui la nuova Legge di stabilità del Governi Renzi vorrebbe/potrebbe dare un ulteriore taglio? Stanno parlando di quel TPL che immatricola in Italia mediamente cinque volte meno di Francia, Germania ed Inghilterra con risorse pubbliche azzerate dal 2010?

Ci indicano di utilizzare quel parco mezzi in servizio pubblico del Paese europeo con più infrazioni per le emissioni nocive, con appena il 15% dei mezzi circolanti in regola e con un invecchiamento medio dei 52000 autobus italiani di 14 anni contro i 7 della zona UE?
Le poche risorse disponibili per l’acquisto di nuovi mezzi sprecate in bus elettrici… ad esempio, i due bus elettrici in servizio a Piacenza sono costati come 8 autobus a gasolio euro 5 a bassissimo impatto ambientale, coprono solo mezza giornata di servizio e portano una ventina di persone… è vero che inquinano zero a livello di emissioni, ma le batterie, non rappresentano forse una abnorme fonte d’inquinamento?

Una mezza dozzina di bus a tecnologia mista gasolio elettrico, dopo aver avuto una serie di guai infiniti con la manutenzione, sono stati abrogati dopo circa soli 8 anni di servizio, (l’ultimo rottamato con l’arrivo dei due elettrici) mentre fino allo scorso anno, causa assenza di risorse erano rimaste in servizio corriere euro zero di circa 30 anni… populismo, ignoranza, sprechi, questo solo ha espresso la politica italiana dal 1990 ad oggi sul Trasporto Pubblico Locale… e ancora oggi con una ipocrisia impareggiabile danno il trasporto pubblico locale come risposta all’inquinamento?

La mia proposta datata 1990 di mettere una tassa famigliare a favore del Tpl, detta oggi avrebbe un importo da 100 a 200 euro l’anno per nucleo famigliare per viaggiare su tutti i mezzi pubblici, fu letteralmente bocciata da tutte le componenti politiche in quanto una ulteriore tassa sarebbe risultata impopolare … Una tassa sulla Rai, centinaia di euro per gli abbonamenti dei figli a scuola, le accise che triplicano il costo reale della benzina, le abnormi tasse per lo smaltimento dei rifiuti per l’utilizzo dell’acqua, sulla prima casa, le assicurazioni auto e le autostrade in continuo aumento, le tasse sul Lavoro che fanno chiudere le industrie o le fanno trasferire all’estero. Quelle invece sono evidentemente tasse e spese che trovano una giustificazione politica…. moriamo pure asfissiati, invitiamo i cittadini ad utilizzare bus di trent’anni contro l’inquinamento, ma non facciamoci mancare le perle di Fazio e della Litizzetto da 30 mila euro a puntata sulla Rai …. dall’Europa ereditiamo gli obblighi di misurare i cetrioli, di abbattere gli uliveti millenari in Puglia, di trovare le risorse per mantenere migliaia di immigrati, ma non quelle di mettere in galera chi non paga il biglietto del bus (Grmania) o di avere dignitosi servizi pubblici con mezzi pubblici moderni antinquinanti ed a prezzo accessibile come nel resto della UE…

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