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Omicidio Pescarolo: per il
perito del giudice, Gaggia
è incapace di intedere

Per Marco Frongillo, di Milano, perito del giudice Letizia Platè, Nadia Gaggia, la 69enne cremonese che il 2 giugno del 2015 a Pescarolo aveva ucciso a colpi di candelabro il marito Giuseppe Pasquali, 73 anni, ex agricoltore, è totalmente incapace di intendere e di volere.
Foto Sessa

di Sara Pizzorni

Per Marco Frongillo, di Milano, perito del giudice Letizia Platè, Nadia Gaggia, la 69enne cremonese che il 2 giugno del 2015 a Pescarolo aveva ucciso a colpi di candelabro il marito Giuseppe Pasquali, 73 anni, ex agricoltore, è totalmente incapace di intendere e di volere. Dello stesso parere si è detto il consulente di parte Franco Spinogatti, nominato dalla difesa rappresentata dall’avvocato Marcello Lattari. Con la relazione del perito si è chiuso l’incidente probatorio relativo all’omicidio di Pescarolo e gli atti sono stati restituiti al pm per un’eventuale prosecuzione delle indagini e per la fissazione dell’udienza preliminare. Nadia Gaggia è ancora ospitata presso il Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza) dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere.
L’omicidio si era consumato nella cascina Le Motte a Pescarolo, residenza della coppia. La 69enne, che soffre da tempo di depressione, si era armata di due candelabri e aveva raggiunto il marito che era steso nella vasca da bagno. In presa ad un raptus, aveva iniziato a colpirlo, e tra i due c’era stata una colluttazione. Lui aveva cercato di difendersi, disarmando la moglie di uno dei candelabri, ma la donna aveva continuato a colpirlo con l’altra arma, uccidendolo. Almeno venti i colpi inferti. Il bagno, un lago di sangue. Nadia Gaggia era da tempo in cura per la depressione. Sembra che la donna fosse convinta che il marito soffrisse di una grave malattia.

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