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Sempre meno nidi in città:
71 specie di volatili in calo o
scomparsi negli ultimi 20 anni

A Cremona sono scomparse o diminuite ben 71 specie di uccelli, a fronte di 49 in aumento e 33 stabili. Un dato che emerge dalla ricerca pubblicata in un volume di Riccardo Groppali, dal titolo ‘Nidificanti e svernanti a Cremona nel ventennio tra 1990-1993 e 2010-2013’. Il libro verrà presentato e distribuito nel corso di un incontro pubblico in programma domenica 24 gennaio – ore 10.30 -, nella Sala Puerari del Museo Civico “Ala Ponzone” (via Ugolani Dati, 4).

L’opera è pubblicata a cura del Museo Civico di Storia Naturale di Cremona, de I Rotary per il Po e degli Amici dell’Arte e Famiglia Artistica Cremonese nell’ambito delle iniziative periodiche promosse dai Rotary Club del gruppo Stradivari e del gruppo Po del Distretto 2050°. L’autore, docente all’Università di Pavia, esperto di fauna padana e attento osservatore dell’ambiente e delle sue dinamiche, presenterà i dati raccolti e li commenterà con un breve audiovisivo.

“Questa indagine ornitologica è una delle poche a livello mondiale ad essere stata eseguita per la durata di un ventennio, e ha potuto giovarsi del contributo di birdwatchers volontari che hanno fornito parte del materiale che ha reso possibile individuare, esclusivamente entro il perimetro urbano cremonese, 140 specie differenti” spiegano i promotori. “Tra questi si ricorda Antonio Bozzetti, responsabile cittadino della Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli,  prematuramente scomparso poco tempo fa”.

Nell’indagine, che ha riguardato le specie nidificanti e quelle svernanti in città, ma non ha escluso tutte le accidentali segnalate anche in passato, sono state elaborate quasi 5.000 schede di segnalazione che hanno coperto tutti i differenti ambienti inclusi nei 1.345 ettari di Cremona. In questo modo è stato possibile rilevare l’andamento delle popolazioni dell’avifauna urbana cremonese nel corso degli ultimi vent’anni.

Il bilancio complessivo di nidificanti e svernanti – evidenzia la ricerca – non è risultato positivo in quanto, oltre a 33 specie che sono rimaste stabili in città, 49 sono risultate in aumento o nuove per Cremona contro ben 71 scomparse o in diminuzione. Seguendo l’andamento nel tempo di questa importante componente faunistica urbana è stato possibile rilevare che la crisi si è verificata nell’ultimo decennio, a partire dal 2000″.

“Le cause del recente declino delle specie più sensibili, tra le quali inaspettatamente vanno inclusi i passeri, sono da individuare nella scarsità di risorse alimentari provocata soprattutto dall’impiego di insetticidi anche nell’ambiente urbano e di rodenticidi che intossicano i rapaci notturni, nell’illuminazione notturna eccessiva che attira e uccide gli insetti che volano di notte, nell’abbattimento di vecchi alberi per garantire l’incolumità dei cittadini, nel disturbo anche con cani senza guinzaglio negli spazi verdi urbani e in quelli nei pressi delle zone abitate, nella ristrutturazione di edifici antichi, e, forse in modo determinante, nella forte banalizzazione del territorio intorno a Cremona” viene spiegato ancora nel volume.

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