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Sentenza scontri, soddisfatto
il procuratore: 'Fatti che non
possono essere tollerati'

“Un successo dal punto di vista del risultato, è stato riconosciuto il reato di devastazione, ipotesi della quale eravamo tutti convinti. E’ giusto che sia andata così”. A commentare la sentenza sugli scontri del 24 gennaio è stato il procuratore Roberto di Martino.

di Sara Pizzorni

“Un successo dal punto di vista del risultato, è stato riconosciuto il reato di devastazione, ipotesi della quale eravamo tutti convinti. E’ giusto che sia andata così”. A commentare la sentenza di oggi sugli scontri del 24 gennaio è stato il procuratore della Repubblica di Cremona Roberto di Martino, soddisfatto per i quattro anni di condanna che il giudice Pierpaolo Beluzzi ha emesso nei confronti dei primi quattro imputati arrivati a processo. “Sono fatti che non possono essere tollerati e che devono essere ripresi con una certa energia”. “Siamo in un allarme sociale molto forte”, ha sottolineato il capo della procura, “Cremona è in una fase delicata, è preoccupante quando cominciano ad accadere queste cose e la questione della sicurezza inevitabilmente sale di livello”. Il procuratore ha smentito con forza chi ancora considera Cremona come “una provincia tranquilla in cui non succede niente”. “Questi fatti”, ha detto di Martino, “hanno avuto una risonanza immediata, sono la spia di una situazione di allarme e di una situazione particolare di cui prima non si teneva conto. La polizia giudiziaria si trova a dover affrontare tante cose che prima erano solo sulla carta”. “E’ un diritto della cittadinanza vedere questi fatti ripresi. Spaccare le vetrine con quella violenza non può essere considerato un semplice danneggiamento. Anche il fatto di aver preso di mira le banche, simbolo del capitalismo, è stata una scelta voluta e mirata, è stato un atteggiamento di sfida. Quello che è successo è un capitolo molto brutto che tra l’altro non è ancora chiuso”. E’ visibilmente soddisfatto, il procuratore, che ha voluto ringraziare anche il pm Fabio Saponara, che a fine mese lascerà Cremona per raggiungere la nuova sede lavorativa di Catania. “Lo ringrazio per lo sforzo e l’impegno che ha profuso per questa indagine”.

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