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Il tutto esaurito del
Ponchielli accoglie il ritorno
di Carmen Consoli

Foto Sessa

L’abitudine di tornare, è proprio il caso di dirlo, non è soltanto il titolo dell’ultimo album di Carmen Consoli ma anche un messaggio ai fan che l’aspettavano ormai da cinque anni. La cantautrice siciliana si era presa un periodo di pausa dalle scene per mettere al mondo un figlio da mamma single e poi tornare a scrivere musica e parole in quell’inconfondibile stile agrodolce che è emerso anche ieri sera al teatro Ponchielli. Il concerto, giunto in una settimana da tutto esaurito come era stato martedì con Ludovico Einaudi, ha suscitato una profusione di applausi sin dall’inizio, quando Consoli si è presentata sul palco da sola con la chitarra in un’atmosfera intimista sulle note di “Sud Est”.

La band è entrata soltanto dopo “San Valentino” con un grande classico, “Pioggia d’Aprile”, che ha scatenato i cori del pubblico in sala. Fra chitarra e violoncello, tastiere e batteria, basso e violino, l’artista ha veleggiato con sicurezza fra i pezzi più recenti e quelli delle origini. Spazio dunque all'”Ultimo bacio”, colonna sonora dell’omonimo film di Muccino che ha segnato un’intera generazione sull’aprirsi degli anni Duemila. Lei che aveva iniziato soltanto poco tempo prima con “Amore di plastica” portato a Sanremo – ed eseguito ieri -, poi disco dopo disco ha saputo raggiungere la maturità artistica. Come è stato chiaro durante il concerto, con venticinque pezzi in scaletta racchiusi in una scenografia essenziale caratterizzata da giochi di specchi e di luce. E il pubblico che, ad ogni pausa, sembrava dire “Bentornata, Carmen!”.

Federica Priori

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